Un weekend a Cracovia

La guida di un viaggiatore attento per un fine settimana memorabile a Cracovia

Vito Tricarico

Cosa può aspettarsi un viaggiatore in partenza su un volo Bari – Krakow? Certamente qualcosa su papa Wojtyla, qualcos’altro sulla regina Bona Sforza d’Aragona, duchessa di Bari, Modugno, Palo e regina consorte di re Sigismondo Jagellone dal 1518 al 1548. Chi ha conosciuto i polacchi quando, in un vagone riservato, stazionavano su un binario delle Ferrovie dello Stato a Bari vendendo di tutto, dalle tovaglie ai ricami, dagli utensili alle macchine fotografiche o ai crocicchi delle strade, certamente avrà piacere nell’osservare che la nazione Polonia è a pieno diritto nella Comunità Europea e che le condizioni economiche dei cittadini sono migliorate di molto; che l’ordine, la pulizia, la cortesia dei polacchi sono un ottimo biglietto di presentazione per attirare turisti.

Personalmente ho avuto l’opportunità di una visita alla città di Cracovia e posso dire con entusiasmo che la città antica è bellissima. Uscendo dalla stazione e dirigendosi verso Piazza Mateiko, dopo aver attraversato Florians’gate, Porta San Floriano, sotto il cui arco c’è una bellissima immagine della Madonna col bambino, si entra nella città antica. Si incontra immediatamente il Barbacane, l’avamposto fortificato in stile gotico che un tempo, collegava le mura della città. Dopo aver percorso un centinaio di metri, lo sguardo si perde in una immensa piazza, per fermarsi davanti all’imponenza della Basilica di Santa Maria, la Kosciol Mariocki.  In stile gotico, con la sua imponente facciata costeggiata da due torri monumentali, una di 69 mt. e l’altra di 80 mt. Da quest’ultima, ogni ora è possibile ascoltare l’Heìnal, la chiamata a raccolta, una melodia in ricordo di quella suonata dalla sentinella di guardia nella notte del 1241, quando diede l’allarme all’arrivo dei tartari. L’allarme si fermò bruscamente per una freccia che trafisse la sentinella ed ancora oggi, quella stessa melodia si interrompe bruscamente nel bel mezzo di una battuta.

Rynek Glowny, la smisurata piazza, alle sue estremità, è occupata per la quasi totalità, da bar e ristoranti, dove è possibile fermarsi esternamente per degustare un dolce, qualche bevanda o consumare la cena. Sul bordo della via Sw. Tomasra, numerose carrozze d’epoca in legno e di color bianco, trainate da due cavalli e condotte quasi tutte da una coppia di cocchieri, attendono i turisti che desiderano visitare la città in carrozza. Un altro lato della piazza è occupato dalla Torre del vecchio Municipio del XIV secolo, visitabile e con visione mozzafiato sulla città, dopo aver salito i suoi 110 gradoni in pietra. Nella parte centrale della piazza c’è la statua dedicata ad Adam Micklewic, uno dei più importanti poeti e scrittori polacchi. Sono da ricordare i suoi lunghi soggiorni in Italia e la sua militanza insieme ad altri compagni nella Legione polacca e nella difesa della Repubblica romana. E’ attorno a questo monumento che, di sera, si riuniscono i profughi ucraini. Cantano le loro canzoni, discutono, fanno comizi e raccolgono fondi per la loro causa.

Dopo, Ulica Grodzka, la vecchia ed elegante strada reale porta al Castello di Cracovia, sulla collina  Wawel, sulla riva sinistra del fiume Wisla, la Vistola. Qui i reali polacchi dimorarono per cinque secoli, fino al 1596. Qui dimorò e governò anche la nostra Bona Sforza fino alla morte del marito re Sigismondo Jagellone. Nel sito, adiacente al castello, anche la Cattedrale di Wawel. In essa trovò la sua ultima dimora re Sigismondo I, marito di Bona. Fu lui la finanziare la cappella funeraria ed è un esempio dell’architettura rinascimentale toscana. Di Bona Sforza, però, alcun segno esterno, come monumento o epigrafe. Può darsi che non sia stata tanto amata per via degli intrighi in cui fu implicata e per i contrasti avuti col figlio Sigismondo II, motivo per il quale decise di rientrare a Bari. E’ raccomandabile una visita al Quartiere ebraico con la sua antica sinagoga e le strade che una volta pullulavano di commercianti e botteghe ebraiche. Nelle vicinanze, il tristemente famoso Ghetto ebraico di Podgorze, creato dal regime nazista nel marzo del 1941. Nella sua piazza si selezionavano gli ebrei da portare nei campi di concentramento. Oggi quella piazza, Plac Bohateròw Getta, la “Piazza degli eroi del ghetto” è occupata dal Monumento delle Sedie, precisamente 70 grandi sedie in metallo per ricordare gli ebrei e le loro persecuzioni. Nelle vicinanze del ghetto, c’è anche la Fabbrica di Oskar Skindler, che salvò la vita a centinaia di persone.

E, si può ancora girare per la città e fare un giro in battello sulla Vistola, perché Cracovia è Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, la città dei re polacchi, degli eroi e dei santi, ultimo San Giovanni Paolo II, con un cuore grande che é Rynek Glowny, la più grande piazza medievale d’Europa.

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