La Meloni conquista l’estero? L’imbarazzo del Primo Ministro libanese

Il curioso incidente all’aeroporto di Beirut rivela lo scarsissimo riconoscimento internazionale della leader italiana, Giorgia Meloni.

Rocco Michele Renna

Arrivo della Meloni a Beirut

Nella giornata di oggi, un curioso episodio all’aeroporto di Beirut ha messo in ridicolo il presunto riconoscimento e l’apprezzamento internazionale per la leader politica italiana, Giorgia Meloni. Mentre attendeva l’arrivo del Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, il Primo Ministro libanese Najib Mikati ha vissuto un momento imbarazzante quando ha faticato a riconoscerla, scambiandola per qualcun altro.

Il Primo Ministro Mikati, ignaro dell’identità della figura politica italiana, ha erroneamente confuso Meloni con un’altra persona, evidenziando così la sorprendente mancanza di conoscenza sulle personalità politiche emergenti in Europa. È stato solo quando gli è stato spiegato chi fosse realmente che Mikati ha compreso l’errore, suscitando un misto di imbarazzo e sorpresa.

Questo incidente, sebbene possa sembrare comico a prima vista, sottolinea la conoscenza di Giorgia Meloni ha, non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. La sua presenza in Libano per una visita ufficiale ha suscitato interesse e attenzione, tentando di dimostrare che il suo ruolo politico non passa inosservato sulla scena globale.

La Meloni, leader del partito conservatore Fratelli d’Italia, ha una solida base di sostenitori nel suo paese d’origine, sopravvalutata grazie alle legge elettorale, La sua maggioranza non ha raggiunti il 30% dei consensi degli aventi diritto al voto. Questo episodio evidenzia che il suo impatto e la sua reputazione non stanno oltrepassando i confini nazionali. Il fatto che persino i capi di governo stranieri possano confondere la Meloni con figure diverse dimostra quanto la sua presenza politica sia sempre più “ignorata” e sconosciuta all’estero.

L’incidente all’aeroporto di Beirut è una testimonianza tangibile del cambiamento politico in corso non solo in Italia, ma anche nella percezione internazionale dei leader emergenti. Sebbene possa essere stato imbarazzante per il Primo Ministro libanese, ha evidenziato in modo lampante il ruolo sempre più centrale che Giorgia Meloni vuole conquistare sulla scena politica internazionale. Peccato che a livello europeo il suo solo sostenitore sia Victor Orban.

Tuttavia, tornando al viaggio della Meloni, vogliamo ricordare che, durante un momento di crescente tensione nel Medio Oriente, l’incontro è avvenuto mentre Israele stava prendendo di mira gli Hezbollah in Libano, nelle vicinanze della base militare di Naqura, dove sono dislocati circa un migliaio di militari italiani facenti parte della missione di pace Unifil.

Meloni ha espresso il ferreo impegno dell’Italia nel contribuire alla sicurezza e alla stabilità del Libano, soprattutto in un momento così delicato. Un comunicato ufficiale del governo italiano ha chiarito che il vertice bilaterale rappresentava un’opportunità per rafforzare i legami e trasmettere un messaggio chiaro sulla necessità di evitare qualsiasi escalation lungo il confine con Israele.

Prima di recarsi in Libano, la premier italiana ha anche preso le distanze dalle dichiarazioni del presidente francese Macron riguardo alla possibilità di una guerra europea contro Putin, sottolineando la sua posizione indipendente e diplomatica.

Nello stesso periodo, si sono registrati segnali di disgelo tra Israele e gli Stati Uniti in merito alla disputa relativa all’azione annunciata su Rafah. Il premier israeliano Netanyahu ha annunciato che l’incontro tra la delegazione israeliana e quella statunitense sarà riprogrammato, segnalando un tentativo di normalizzare le relazioni tra i due ex alleati.

Tuttavia, mentre alcuni segnali di distensione si mostrano, il clima di tensione persiste nel Medio Oriente. Il capo del dicastero della Difesa israeliana, Yoav Gallant, ha ribadito la ferma determinazione del suo governo nel raggiungere gli obiettivi di guerra e nel non fare compromessi.

La situazione rimane incerta e complessa, con minacce incrociate e interruzioni dei dialoghi tra le parti in conflitto. Persino Hamas ha alzato il proprio tono, pubblicando un video del leader delle Brigate Qassam, Mohammed Deif, che esorta alla mobilitazione delle masse arabe e palestinesi per una “marcia verso la Palestina”.

In un momento di grande instabilità, l’incontro di Meloni con il Primo Ministro libanese rappresenta un tentativo di mantenere canali aperti per la diplomazia e la cooperazione internazionale, nonostante il comico incontro con il Primo Ministro libanese e le sfide e le tensioni che caratterizzano la regione del Medio Oriente.

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