Il caffè con il lettore

In copertina bambini ucraini oggi

Gianvito Pugliese

Mi scuso con lettrici/ori e con ospiti del caffè… per il mancato appuntamento di ieri. Un banale piccolo, ma fastidiosissimo, problema di salute, risolto a tempi record e siamo nuovamente con Voi.

L’immagine di oggi 2 marzo è emblematica: viene da Odessa, città portuale dell’Ucraina, dove droni russi hanno semidistrutto questo condominio provocando la morte di due civili ed il ferimento di sei.

Devo riconoscerlo. la follia di Netanyahu a Gaza sta sottraendo attenzione al massacro che ormai ha superato i due anni della popolazione ucraina voluto da Putin e dalla cricca, che lo circonda al Cremlino.

Non che i palestinesi valgano più o meno degli ucraini, in realtà tutti gli aggrediti da mostri come Putin e Netanyahu, e magari fossero solo loro due, meritano la stessa attenzione, la medesima preoccupazione e la strenua difesa del mondo civile.

Quando penso ai nostri giovani pacifisti che manifestavano pro Gaza a Pisa, come a Torino, mi monta con l’indignazione una vera e propria furia. Sembra che quei ragazzi meravigliosi, manganellati senza pietà dalla polizia, molti feriti in modo serio dalla tracotante brutalità di poliziotti indegni di indossare una divisa che rappresenta lo stato e le sue leggi, in una piazza dove esercitavano il loro diritto garantito dall’art.21 della Costituzione, non avranno giustizia per quanto subito.

Mattarella ha richiamato Piantedosi, che strisciando al suo solito, dopo essersi dichiarato d’accordo col Capo dello Stato, è andato alle Camere a sostenere che i pacifisti erano criminali ed i manganellatori aggrediti. Non se ne può più di arroganti bugiardi, che come delinquenti comuni negano pure dinanzi all’evidenza.

Mi auguro che la fine politica ormai imminente del suo padrone Salvini, coinvolga anche Piantedosi, che politicamente non è mai esistito se non come amico e collaboratore nello staff di Salvini.

Ma riportiamo le cose alle giuste dimensioni. Gravi i fatti di Pisa e Torino, anticamera di una dittatura brutale e squallida come tutte le dittature, ma i trentamila civili palestinesi morti a Gaza da metà ottobre ad ora e l’infinità di morti in Ucraina, due luoghi dove i crimini di guerra non si contano più, sono ben altra cosa.

Ormai, mentre il mondo occidentale è in agitazione per le minacce, dette e negate da Putin ed il rischio che Netanyahu scateni una guerra santa islamica, di dimensioni assolutamente imprevedibili, l’occidente ed in mondo sono di fronte ad una netta divisione tra chi appoggia ed è complice dei russi o degli estremisti israeliani e chi vuol difendere giustizia, libertà e democrazia, costi quel che costi.

Mi spiace dirlo ma non c’è più tempo e spazio per il pacifismo farlocco, quello che predica di non dare armi agli ucraini, di non sostenere i palestinesi, perché così si difendono i terroristi di Hamas. Siete insopportabili: gettate giù la maschera e mostratevi per ciò che siete, tifosi di Putin, di Netanyahu e dei mille dittatorelli da repubblica delle banane, non meno pericolosi, diffusi a macchia d’olio nel nostro povero mondo.

Purtroppo non è più tempo di diplomazia che ha fallito su tutta la linea: è tempo di dire chiaramente da quale lato della storia si sta.

Volete che Vi ricordi e lo ricordi anzitutto agli ebrei, che non furono i soli perseguitati da Hitler e dal nazismo, che i campi di sterminio, oltre sei milioni di vittime, furono il frutto di un popolo, quello tedesco dell’epoca hitleriana, che fu afflitto dalla sindrome delle tre scimmie, mentre il mondo attorno a loro precipitava esclusivamente per un popolo bue e vigliacco.

Nel mondo di oggi, con tutti i suoi limiti, qualcosa sta cambiando: la maggioranza dei democratici americani chiede a Biden di lasciare al suo destino (meritatissimo) l’indifendibile Netanyahu e Biden o li ascolta o va a casa. La Svezia, dopo duecento anni di neutralità entra a fra parte della Nato. Il Israele l’85% del popolo è contrario alle politiche attuali. In Russia, la popolarità di Putin, che ancora tiene grazie al monopolio dell’informazione ed ad un popolo che soprattutto, nelle campagne isolate, è a livello primordiale, è in discesa. Arruolare 65enni ed oltre per far fronte alle perdite (negate) in Ucraina, le prime città russe di confine attaccate dall’Ucraina, l’assassinio di Navalny, costa molto alla popolarità dello zar Vladimiro. Putin che pratica una politica dittatoriale ottocentesca, non è ancora riuscito a capire che i tempi cambiano, internet scioglie l’isolamento e non si può più governare come quando assunse il potere.

Russi ribelli al funerale di Navalny

Ed è arrivato il momento che la Corte penale internazionale, con sede all’Aia, Paesi Bassi, istituita nel 2002, apra ed avvii i giudizi nei confronti di tutti coloro che si sono resi responsabili di crimini di guerra, e non solo per genocidio: devono essere immediatamente giudicati Putin, Netanyahu, i loro rispettivi complici e i mille dittatorelli che scatenano guerre tribali e di confine in Africa, come nell’Ameria del sud.

Mi spiace, ma è doveroso concludere che è arrivata l’ora di far piazza pulita e nel mondo, chi viola le regole merita di essere punito e deve esserlo.

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