Al via l’iter per l’esproprio dei terreni per il ponte sullo Stretto di Messina

Un passo fondamentale verso la realizzazione dell’opera, che solleva interrogativi, critiche e dubbi di collusioni mafiose.

Rocco Michele Renna

Il 3 aprile, sui quotidiani nazionali e territoriali di Sicilia e Calabria, è stato pubblicato l’avviso di avvio del procedimento volto all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e alla dichiarazione di pubblica utilità, che sarà sancita con l’approvazione del progetto definitivo del ponte da parte del Cipess. Lo rende noto la società Stretto di Messina, in linea con l’iter autorizzativo previsto dal quadro normativo.

La pubblicazione dell’avviso è un atto conseguente all’approvazione dell’aggiornamento del progetto definitivo dell’opera da parte del Consiglio di amministrazione della Stretto di Messina, alla consegna degli elaborati progettuali ai ministeri e alle autorità competenti, nonché all’avvio della Conferenza di servizi.

Per garantire la più ampia diffusione delle informazioni, l’avviso sarà pubblicato anche sui siti internet istituzionali delle Regioni Calabria e Sicilia, della Stretto di Messina, nonché affisso agli albi pretori dei comuni interessati dalla realizzazione dell’intervento.

La società Stretto di Messina aprirà “sportelli informativi” sia a Messina che a Villa San Giovanni, per fornire il supporto necessario per l’analisi della documentazione relativa al Piano espropri.

Tuttavia, questa fase intermedia suscita interrogativi e critiche. Secondo Floridia, le comunicazioni restano fuorvianti, poco trasparenti e si agisce sempre comprimendo i diritti dei cittadini, i quali sono stati tagliati fuori dal dibattito pubblico sull’opera. Le associazioni e i comitati dei cittadini stanno preparando centinaia di osservazioni al progetto che dovranno essere valutate tutte con la massima attenzione.

Ci sono anche le autorizzazioni relative all’impatto ambientale da ottenere, che non sembrano essere passaggi banali. Inoltre, lacune nel progetto sollevano dubbi sulla sua effettiva utilità.

In conclusione, sebbene si apra una nuova fase verso la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, rimangono aperti interrogativi sul processo decisionale, la trasparenza e l’impatto ambientale e sociale dell’opera.

La reazione scomposta del ministro dei trasporti Salvini ad un commento di Don Ciotti, su probabili infiltrazioni mafiose, dimostra quanto il ponte sia un nervo scoperto del governo Meloni.

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