“Il pane perduto” di Edith Bruck per non dimenticare

Una grande testimonianza, per Libri nel borgo antico

Cinzia Montedoro

Momenti intensi dove l’emozione ha ceduto alla parola, gli sguardi abbassati di fronte alla più grande tragedia dell’ultimo secolo, le deportazioni, l’esperienza lager, la perdita dell’identità umana, lo sterminio di uomini e donne, il  genocidio  degli  ebrei: l’olocausto. Tra le numerose presentazioni d’eccellenza della prima giornata, in Largo Castello a Bisceglie, Edith Bruck in videoconferenza ha raccontato del suo libro “il pane perduto”, edito da “La nave di Teseo”.

Protagonisti dell’incontro i bambini, simbolo di fiducia, che con grande delicatezza e sensibilità hanno condotto la conversazione con l’autrice in collegamento, la stessa che ha sottolineato come la speranza si sia fatta unico barlume di forza, di fronte ad una crudeltà che non può essere descritta tanto è stata violenta e inaudita. I ricordi più dolorosi sono legati alla vita nei campi di sterminio, agli spostamenti tra un lager e l’altro, la Shoah è sempre lì, indelebile, i ricordi non si cancellano raschiano e urlano voce affinché le nuove generazioni imparino e costruiscano un futuro diverso, la memoria testimonianza viva non può essere cancellata, ma deve essere sempre ricordata.

Il 20 febbraio 2021 la scrittrice ha ricevuto la visita di Papa Francesco, rimasto molto colpito dalla lettura del libro: «È stato uno dei regali più belli della mia vita, la visita del Papa mi ha molto commossa, mi ha voluta conoscere perché era rimasto colpito da quello che ho scritto».

Durante la conversazione, sono state accese cinque lanterne, simbolo dei momenti di speranza vissuti nel corso degli anni di deportazione nei campi di concentramento dalla scrittrice ungherese. Toccanti le immagini dei ragazzi, volontari dell’Associazione Borgo Antico, che da Bisceglie sono partiti alla volta di Roma per incontrare la scrittrice e donarle il pane impastato e infornato a Bisceglie dai ragazzi dei “Sognalibri”, un simbolo forte di speranza, lo stesso pane è stato spezzato e mangiato dalla scrittrice. Il pubblico commosso ha salutato la scrittrice con un fragoroso applauso.

Il pane perduto è vincitore del Premio Strega Giovani 2021 e del Premio Letterario Viareggio-Rèpaci 2021.

Edith Bruck, di origine ungherese, è nata nel 1931 in una povera, numerosa famiglia ebrea. Nel 1944, poco più che bambina, il suo primo viaggio la porta nel ghetto del capoluogo e di lì ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen. Sopravvissuta alla deportazione, dopo anni di pellegrinaggio approda definitivamente in Italia, adottandone la lingua. Nel 1959 esce il suo primo libro Chi ti ama così, un’autobiografia che ha per tappe l’infanzia in riva al Tibisco e la Germania dei lager. Nel 1962 pubblica il volume di racconti Andremo in città, da cui il marito Nelo Risi trae l’omonimo film. È autrice di poesia e di romanzi come Le sacre nozze (1969), Lettera alla madre (1988), Nuda proprietà (1993), Quanta stella c’è nel cielo (2009, trasposto nel film di Roberto Faenza Anita B.), e ancora Privato (2010), La donna dal cappotto verde (2012). Presso La nave di Teseo sono usciti La rondine sul termosifone (2017), Ti lascio dormire (2019) e Il pane perduto (2021, vincitore del Premio Strega Giovani 2021 e del Premio Letterario Viareggio-Rèpaci 2021). Nelle sue opere ha reso testimonianza dell’evento nero del XX secolo. Nella sua lunga carriera ha ricevuto diversi premi letterari ed è stata tradotta in svariate lingue. È traduttrice tra gli altri di Attila József e Miklós Radnóti. Ha sceneggiato e diretto tre film e svolto attività teatrale, televisiva e giornalistica.

Per seguirci su Facebook mettete il “mi piace” sulla pagina La Voce News o iscrivetevi al gruppo lavocenews.it. Grazie.