Infarto e ictus, le microplastiche sono davvero ovunque

Un inquinante invisibile ma pervasivo; aumentano le evidenze della presenza in diversi organi e tessuti umani, dalla placenta al latte materno, dal fegato e dai polmoni ai tessuti cardiaci

Rocco Michele Renna

Le microplastiche, frammenti di plastica di dimensioni inferiori ai 5 millimetri, sono diventate una preoccupazione crescente per la salute pubblica e l’ambiente. Queste particelle minuscole, ma onnipresenti, sono state trovate in luoghi impensabili, compresi gli organi e i tessuti umani.

Uno studio recente condotto dalla Shantou University in Cina e pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet ha rivelato la presenza di microplastiche nei trombi umani, formazioni solide costituite da componenti del sangue che si formano nei vasi sanguigni o nelle cavità cardiache. Questo studio ha esaminato i trombi prelevati chirurgicamente da pazienti affetti da patologie come ictus ischemico, infarto miocardico e trombosi venosa profonda.

I risultati sono stati allarmanti: l’80% dei trombi analizzati conteneva microplastiche, con concentrazioni più elevate in quelli prelevati da pazienti che avevano subito un infarto. Tra i polimeri identificati, il polietilene (Pe) è risultato essere il più comune, presente nel 53% dei casi.

Queste scoperte sollevano preoccupazioni significative riguardo l’impatto delle microplastiche sulla salute umana, in particolare sul sistema circolatorio. La ricerca ha suggerito che concentrazioni più elevate di queste sostanze possono essere associate a una maggiore gravità della malattia.

Roberto Burioni, professore di virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha sottolineato l’importanza di questo problema, evidenziando la necessità di concentrarsi su danni reali e tangibili piuttosto che su ipotetici danni da vaccino. La sua dichiarazione mette in luce la necessità di affrontare una questione complessa e di difficile soluzione.

Gli scienziati chiedono ulteriori ricerche con campioni più ampi per identificare le fonti di esposizione e convalidare le tendenze osservate. È chiaro che le microplastiche rappresentano un problema ambientale e sanitario che richiede attenzione immediata e azioni concrete per mitigare la loro presenza e comprendere appieno le implicazioni per la salute umana.

In conclusione, mentre la ricerca continua a svelare la pervasività delle microplastiche, diventa sempre più evidente che questi inquinanti invisibili sono una minaccia silenziosa che merita la nostra attenzione e il nostro impegno per trovare soluzioni efficaci.

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