Le giravolte in Usa tra Covid ed elezioni.

Il Presidente Usa preoccupato dal calo di consenso per la gestione della pandemia, che negli Stati Uniti è semplicemente catastrofica, non sa più cosa inventare.

GP

Gli Stati Uniti ed il loro Presidente non finiscono mai di stupire. E’ di ieri sera l’incontro alla Casa Bianca con la stampa in cui Donald Trump ha sostenuto “di avere un alto livello di fiducia nell’ipotesi che l’origine del coronavirus sia legata ad un laboratorio di Wuhan”. Alla domanda su cosa fondava tale fiducia, ha risposto di non poterlo dire. Ha quindi ipotizzato nuovi dazi da imporre nei commerci con la Cina.

E’ esattamente l’opposto delle, pressoché contemporanee, conclusioni dell’inchiesta condotta dall’intelligence Usa sul virus: “La pandemia partita dalla Cina non è stata causata da un virus prodotto dall’uomo o geneticamente modificato.” Lo dichiara il Direttore dell’intelligence nazionale, che coordina ii lavoro di tutte le agenzie federali, dalla Cia alla Nsa. In conclusione : “L’intelligence americana ritiene che il Covid 19 non sia di origine artificiale”, quindi per non smentire troppo palesemente il Presidente Usa, aggiunge “ma continuerà a vagliare le informazioni per capire se provenga da un contatto con animali o da un incidente di laboratorio”. Non occorre essere scienziati per capire che se il virus è di origine animale e ha contagiato l’uomo, il successivo ipotetico incidente di laboratorio, quando pure esistente, non sarebbe la causa primaria e principale della diffusione del virus. Una cosiddetta pezza a colore inconsistente.

Ma il Presidente Usa non si è fermato alle accuse, vaghe quanto le minacce dianzi descritte. In una intervista alla Reuters ha affermato, secondo La Repubblica, ed altri organi d’informazione, compreso il Tgcom24, che il modo in cui la Cina ha gestito la crisi pandemica prova che Pechino sta facendo e farà di tutto per fargli perdere le elezioni del prossimo novembre.  Conclude l’intervista con la solita minaccia vaga: “Posso fare molto”.

No comment………