Torna la paura a L’Aquila! Non c’è stato il tempo di tirare un sospiro di sollievo

La città trema ancora: una doppietta sismica riapre le ferite del passato, mettendo a nudo fragilità e paure.

Rocco Michele Renna

Il 6 aprile 2009, L’Aquila fu segnata da un terremoto che ha lasciato cicatrici profonde nel cuore della città e della sua gente. Quattordici anni dopo, l’incubo sembra non voler lasciare la sua presa. Ieri alle 17:52:41, una scossa di magnitudo 3.6 ha fatto sobbalzare dalla sedia gli abitanti, seguita a soli venti secondi di distanza da una seconda scossa di magnitudo 3.7, localizzata a pochi chilometri di distanza. Il terremoto del 2009 è tornato a farsi sentire, aprendo nuovamente la ferita mai completamente rimarginata.

Nessun danno, nessuna persona ferita, ma la paura è tornata a serpeggiare tra le vie della città. La prima reazione è stata quella di scendere in strada, nella speranza di trovare rifugio dall’incertezza che il terremoto porta con sé. Sconcerto, condivisione, e tanta paura: le emozioni si intrecciano nelle vite degli aquilani, che devono fare i conti con un passato che sembra non voler lasciare spazio al futuro.

Il sindaco Pierluigi Biondi, convocando d’urgenza un incontro in prefettura, ha annunciato la sospensione delle attività didattiche delle scuole e dei servizi educativi per l’infanzia per la giornata del 23 novembre. Una precauzione necessaria, ma che porta con sé l’amara consapevolezza che la paura del terremoto è ancora una realtà quotidiana nella vita di questa comunità.

La preoccupazione è palpabile, nonostante le parole rassicuranti del sindaco. “La situazione in città è tranquilla“, afferma Biondi, ma l’agitazione è ancora tangibile. La ferita del 2009, con il suo carico di ricordi e traumi, è riemersa in un attimo, scuotendo le fondamenta di una città che sta lottando per rinascere.

Anche il senatore aquilano Guido Quintino Liris non nasconde la paura, richiamando a un passato “che fa ancora male ma che ci ha insegnato tanto“. In collegamento da Palazzo Madama, il senatore ricorda l’impegno del governo nella gestione del dissesto idrogeologico e delle catastrofi naturali, sottolineando l’importanza di proteggere immobili e aziende a livello assicurativo.

Il sismologo Salvatore Stramondo, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, offre una lettura scientifica degli eventi, ma non può cancellare la tensione che pervade la città. La doppietta sismica, pur di magnitudo moderata, è stata avvertita intensamente, rievocando memorie di eventi passati.

L’Aquila è una città segnata dalla storia sismica dell’Appennino, un luogo dove il terremoto è un compagno costante. Gli eventi recenti, afferma Stramondo, sono solo un altro capitolo di una lunga storia di scosse telluriche. Ma per gli aquilani, sono un brutale promemoria che la paura è un’ombra costante, pronta a riemergere in qualsiasi momento.

Oggi, L’Aquila si trova a fare i conti con la propria vulnerabilità, con la consapevolezza che il terremoto del 2009 non è solo un ricordo lontano, ma una realtà che può tornare a bussare alle porte della città in qualsiasi momento. La paura è tornata, e con essa la consapevolezza che la strada verso la rinascita è ancora lunga e tortuosa.

Nota bene, in copertina una foto simbolo del 2009.

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