Wang Yi: “La strada verso il vertice di San Francisco non sarà agevole”

Una doccia ghiacciata arriva dal Ministro degli esteri cinese, che alla fine del suo viaggio diplomatico negli Usa, afferma che il vertice Biden-Jinping non è scontato, ma va attentamente preparato e fortemente voluto dai due Paesi

Gianvito Pugliese

Aprivo giorni fa un mio articolo nella rubrica “Il caffè con il lettore” con la domanda: “Si avvicina un momento di svolta epocale nel progresso del mondo globale o è tutta una bolla di sapone a beneficio di chissà chi o chissà che”? Domanda suggerita dalle dichiarazioni di Xi Jinping sul “passare ad un’epoca di cooperazione nell’interesse dei due Pesi” dopo aver chiarito che “è arrivato il momento di far calare il sipario sulla concorrenza spietata tra Usa e Cina.

La dichiarazione di Xi giungeva, come aveva sottolineato la Reuters alla vigilia del viaggio di tre giorni del Ministro degli Esteri cinese Wang Yi in Usa, che prevedeva un lungo colloquio col segretario di stato americano Antony Blinken,

Ieri il viaggio del più alto diplomatico cinese si è concluso e nella dichiarazione alla stampa rilasciata dal numero due della Cina, molti Colleghi indicano Yi in quella posizione, all’ottimismo della vigilia si è sostituita prudenza, dal momento che l’analisi dello status quo nei rapporti Cino-Americani porta Yi a concludere che “la strada verso il vertice di San Francisco non sarà agevole” e che il viaggio di Xi “non avverrà con il pilota automatico“.

Parole non certo di chiusura, come qualche Collega ha inteso leggere, ma neanche prevedibili dopo colloqui i vari colloqui ed incontri che hanno caratterizzato la tre giorni in Usa di Yi,

Leggere ed interpretare correttamente da parte di noi occidentali le parole pronunciate da un orientale della caratura di Wang Yi è arduo. Mi sembra di poter ritenere, con un modesto margine di errore, che Yi, non fidandosi della “superficialità occidentale”, tale appare il nostro modo di vivere e di essere agli occhi a mandorla, abbia inteso avvertire l’interlocutore che occorre utilizzare il tempo che ci separa del vertice di San Francisco per costruire una più solida comprensione tra i due Paesi e compiere i primi passi avanti preliminari alla messa in cantiere dell’ “epoca di cooperazione nell’interesse dei due Pesi” voluta ed annunciata da Xi Jimping.

Insomma nulla sembra si sia rotto o perso, ma la nuova strada della seta, quantomeno a giudizio della Cina che conta, è ancora tutta in salita.

In conclusione una mezza doccia fredda, magari utile a spingere i protagonisti ad incamminarsi l’un verso l’altro in modo da far cadere nel nulla le diffidenze reciproche che vanno totalmente, o quasi, abbattute prima del vertice di San Francisco. Speravo in meglio, ma tutto sommato poteva andare anche peggio.

Teniamo conto. infatti, che il viaggio di Yi è coinciso con la strage del Maine. In quei giorni i media, a ragione, non si sono occupati d’altro, era il più spaventoso fatto di sangue avvenuto in America a memoria d’uomo. A proposito, stamattina il presunto assassino è stato trovato dalla polizia morto suicida. Episodio che agli occhi di Yi non deve aver reso gli Usa particolarmente appetibili ed affidabili.

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