L’arte celebra la baguette diventata Patrimonio Unesco

Baguette, patrimonio immateriale dell’Unesco, non solo un tipo di pane , ma simbolo di una nazione, di un modo di vivere, come sottolineano, da lungo tempo, famosi artisti. In copertina Tamara de Lempicka: “Natura morta con cavolo, bottiglia e baguette” olio su tela 50×42.

Maria Catalano Fiore

Il pane è l’alimento che forse più di tutti rappresenta la storia dell’uomo. La sua presenza affonda le proprie radici nella storia stessa dell’umanità. Noto sin dal Neolitico, modificandosi e differenziandosi, poi, in innumerevoli varianti dettate dal clima, fattori culturali, materie prime e tecniche utilizzate.

Il pane, inoltre, non dimentichiamolo, è anche un simbolo di condivisione, sinonimo di legame sociale, culturale ed anche religioso. Il pane è simbolo e parte integrante della funzione eucaristica. Osservare il pane visto attraverso l’arte, testimonianza già in graffiti o affreschi preistorici, ci fa conoscere tanto su questo tema.

Pompei – affresco con pane

L’arte si è sempre occupata del pane, dal “Fornaio che impasta le focacce” un bassorilievo egizio datato al 2450 a.C., esposto al Museo del Louvre, a Parigi. Pensiamo ai tanti affreschi di Pompei, ai mosaici di San Vitale a Ravenna, all’“Ultima cena” di Leonardo da Vinci, agli inserimenti nelle opere di Raffaello, a quella di Emmaus del Caravaggio sino ai vari tipi di pane dipinto da artisti moderni e/o contemporanei.

Raffaello – particolare ne “La Fornarina”

La baguette, è spesso rappresentata in arte. Baguette, in italiano baghetta, francesino o sfilatino francese, è un tipo di pane, in largo uso in Francia, dalla forma molto allungata e dalla crosta croccante.

Nei giorni scorsi la baguette è stata classificata dall’UNESCO tra gli alimenti “Patrimonio immateriale” dell’umanità. Un riconoscimento all’artigianalità ed alla cultura francese, contro la crisi determinata dalla produzione industriale. La baguette non è solo una semplice forma di pane, ma un modo di vivere, il simbolo di una intera nazione, un’icona da salvaguardare per valorizzare le tradizioni artigianali e culturali ad essa legate.

Un bambino, di mattina corre, felice, ad acquistare la baguette per la colazione della famiglia

La baguette, comparsa in Francia all’inizio del XX secolo, fino al 1986 aveva anche un prezzo imposto. Resta comunque la forma di pane più consumata dai francesi con sei miliardi di unità sfornate all’anno. L’acquisto del pane è quindi da intendersi come una vera abitudine sociale.

Una baguette trasportata al lavoro, tranquillamente in bicicletta.

Indiscutibilmente l’acquisto della baguette è un momento di felicità, portarla in giro senza un incartamento o, ancora meglio, sotto un’ascella sudata, non sconvolge nessuno, tranne i turisti : è una baguette!

La baguette, indubbiamente rappresenta il pane francese, i suoi usi, tradizioni e costumi. Ha un peso fisso di 250 g. per 80 cm. di lunghezza. I panificatori francesi sottolineano “Che tu sia ricco o povero non importa, tutti mangiano la baguette”.

Acquistare baguette è quindi una importante abitudine sociale, un rito quotidiano così diffuso da diventare anche oggetto di rappresentazione pittoresca dei francesi nell’immaginario comune.

Ovviamente i fotografi o gli artisti non perdono occasione per rappresentare, da lungo tempo, le baguette, negli stili più disparati.

Paul Cézanne

Scopriamone qualcuno: dal post-impressionista Paul Cézanne (1839-1906): “Le pain et les oe ufs” olio su tela 54×42.

Picasso

Persino il cubista Pablo Picasso (1881-1973) dipinge: “Bread and Fruit Dish on a table” olio su tela, nel 1909.

Filippo de Pisis

Persino il maestro italiano Filippo de Pisis (1896-1956), uno dei maggiori rappresentanti dell’arte italiana della prima metà del 900 dipinge: “Natura morta con baguette”.

Performance Dalì

Lo spagnolo Salvator Dalì che celebra spesso la baguette in sue tele, tra il metafisico ed il surreale, ed addirittura ne fa una performance in cui lui con vari panificatori, trasportano in processione, una baguette lunga 12 metri. Non solo da performance ad opere pittoriche a sculture in terracotta come questa “Bust of a woman” del 1933.

Salvator Dalì

Tante le opere che celebrano la baguette.

Qual’è la baguette che vi sembra più buona? O bella?

E’ indubbio che il pane sia da celebrare perché si sa è il primo alimento, cotto, prodotto dall’uomo primitivo, quando l’uomo macerando i semi e amalgamandoli con l’acqua prima produce una specie di pastella, poi la cuoce vicino al fuoco, ecc… sino agli attuali vari tipi di pane. E proprio la coltivazione del grano, e dei legumi, che spinge l’uomo primitivo ad evolversi da nomade a stanziale. Il pane è anche uno degli elementi essenziali per la sopravvivenza a livello mondiale.

In Italia sono presenti, da tempo, vari tipi di pane tutelati dall’Unesco, come, ad esempio il pane di Altamura, tutelato da circa 30 anni. Un pane singolare per l’utilizzo di grano duro, la lunga e naturale lievitazione, il metodo di cottura, ecc… comunque il Italia abbiamo più tipi di pane e forse, siamo più fantasiosi, nei suoi vari utilizzi.

Un dato certo è che ogni giorno circa 12 milioni di francesi entrano nelle boulangerie (panetterie) ed escono con una o più baguette sotto il braccio.

E’ ottima sia calda che fredda per accompagnare pesce, carne, uova, minestre o preparare i crostoni per le ottime zuppe, tra cui quella di cipolla, ottima persino con burro e marmellata a colazione o a merenda.

La baguette ha una preparazione semplice che richiede solo tempo per la lievitazione. I suoi ingredienti sono: farina ed acqua in parità di peso, lievito e sale. Il composto, estremamente morbido deve lievitare almeno otto ore, essere rielaborato, prima di trasformarsi nel rotolo che, in forno, diventa una baguette.

lavorazione di una baguette

Lo stesso presidente francese Emmanuel Macron definisce la baguette come: “Duecentocinquanta grammi di magia, lievitati con perfezione nella nostra vita quotidiana. A French way of life”.

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