Sarà derby Italia-Spagna in Europa League

Inter e Roma pescano Getafe e Siviglia: sarà doppio derby Serie A contro Liga

Vito Longo

Il sorteggio degli ottavi di Europa League non è stato affatto benevolo né per l’Inter e né per la Roma. Entrambe hanno pescato due ottime squadre, ai primi posti in Liga e protagoniste, fin qui, di un ottimo cammino.
Andiamo quindi a vedere punti forti e punti deboli delle due squadre provando a capire come le nostre squadre possano approfittarne.

Getafe-Inter
Partiamo dal Getafe, quinto in Liga, a -1 dal quarto posto, che significherebbe Champions, occupato proprio dal Siviglia.
La squadra di Pepe Bordalás con 36 gol fatti e 25 gol subiti (numeri molto simili a quelli del Siviglia, n.d.r.) ha una delle migliori difese dell’intera Liga.
Priva di veri e propri fenomeni, si dispone praticamente sempre con un 4-4-2 condito da tanta corsa e veloci ripartenze. Occhio, soprattutto, ai due centrali di centrocampo, l’uruguaiano Mauro Arambarri e il serbo Nemanja Maksimovic, entrambi classe ’95, che abbinano buone doti di palleggio ad un ottimo filtro. Sulla fascia, i grattacapi più grandi potrebbe crearli Marc Cucurella, in prestito dal Barcellona. Da non sottovalutare, infine, anche il buon dinamismo e la precisione sottoporta di Angel Rodriguez e Jaime Mata.
Venendo ai numeri, il Getafe è una delle squadre più fallose di tutta la competizione. Con ben 128 falli in 8 partite giocate, una media di ben 16 a partita, e 24 ammonizioni subite, 3 a partita, è la più fallosa delle squadre rimaste ancora in corsa assieme a Lask e Wolfsburg. Ha una media di 1.38 gol fatti a partita (11) e 0.75 subiti (6), pur essendo una squadra capace di collezionare ben 99 tiri fin qui, ossia 12.38 per gara. Ha vinto, fin qui, 5 gare perdendone 3 senza mai pareggiarne nessuna. Il suo storico nelle competizioni UEFA è di 15 vittorie, 5 pareggi e 8 sconfitte, con 38 gol fatti e 29 subiti.
Come affrontare, dunque, la squadra spagnola?
Capace di eliminare una nobile del calcio mondiale come l’Ajax di ten Hag nei sedicesimi, è specializzata nel far giocare male l’avversaria e fa del dinamismo e dell’organizzazione tattica il suo punto forte, in maniera simile, volendo osare un parallelo, all’Atletico Madrid di Diego Simeone. L’Inter vista contro il Ludogorets avrà grossi problemi ad uscirne indenne perché il Getafe obbligherà la squadra di Conte a giocare su ritmi ben diversi da quelli tenuti contro la compagine bulgara. La maggiore qualità tecnica dei nerazzurri non è e non deve, però, essere messa in discussione. Sulla carta la rosa interista è certamente tra le più forti e se davvero volesse puntare alla vittoria di questa competizione dovrà dimostrarlo fin da subito affrontando l’ostico Getafe alzando i ritmi del motore. Altrimenti, un’Inter svogliata, imborghesita e deconcentrata, rischia seriamente di essere eliminata.

Siviglia-Roma
Il Siviglia è attualmente quarto in Liga, proprio davanti al Getafe.
Anche la squadra di Julen Lopetegui, ex allenatore del Real Madrid, ex commissario tecnico della Roja e campione d’Europa Under 21, sempre con la Spagna, nel 2013, ha un’ottima difesa come il Getafe.
Tra i titolari, e non solo, della squadra andalusa ci sono diverse conoscenze del calcio italiano. A centrocampo trova spazio Ever Banega, arrivato all’Inter a parametro 0 nell’estate del 2016 e poi rivenduto, dopo una sola stagione, proprio alla squadra biancorossa per una cifra intorno ai 15 milioni di euro. Altro argentino, benché dotato anche di passaporto italiano, passato dalla serie A, è Franco Vazquez. Memorabile la sua intesa con Paulo Dybala che fruttò al Palermo, allora di proprietà Zamparini, un’ottima stagione, oltre a due notevoli plusvalenze. Infine, nei tre d’attacco, nella sua mattonella preferita di ala destra, troviamo Suso, fino a due mesi fa più croce che delizia per i tifosi milanisti, pur dopo un inizio in maglia rossonera molto promettente. Dietro la scrivania c’è “il mago” Monchi, transitato proprio dalla capitale per un anno e mezzo per risollevare la Roma dopo le ottime prestazioni col Siviglia, salvo poi tornare, da Aprile dello scorso anno proprio nella squadra spagnola.
Benché non sia più la squadra capace di collezionare Europa League sotto la guida di Unai Emery, il Siviglia, assieme a Manchester United ed Inter, è la squadra che vanta il miglior palmarés a livello internazionale tra quelle rimaste. Nonostante questo lieve calo, rimane però una squadra pericolosissima, come confermano soprattutto i numeri. In pressoché tutte le statistiche basate sulla competizione è ai vertici per partecipazioni, maggior numero di vittorie, maggior numero di gol segnati, maggior numero di vittorie e altro ancora. Nella competizione attuale è seconda solo al Lask per numero di tiri totali a partita ed è prima per tiri nello specchio, ben 50, ossia una media di 6.25 tiri nello specchio a gara. Nelle 8 partite giocate fin qui ha rimediato 5 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta, con 15 gol fatti, quasi 2 a partita e appena 4 subiti, ossia 1 ogni 2 partite. Ha dimostrato di non essere una squadra eccessivamente fallosa a differenza del Getafe, chiamata ad affrontare l’Inter.
L’avversaria è certamente tra le più ostiche che poteva arrivare per i capitolini. Nei sedicesimi si è limitata al minimo indispensabile, forse anche meno, per avere ragione del Cluj e, in generale, non sta facendo valere il fattore Mestalla. È quindi all’Olimpico che la Roma deve fare la differenza. L’arma migliore della Roma, le fasce offensive, sono anche il punto debole più marcato del Siviglia che, con Reguilòn e Jesus Navas, è più bravo ad offendere che a difendere: è su queste che deve puntare la squadra di Fonseca al ritorno, provando ad arrivarci in buona posizione.

Inter e Roma, attesa, quindi a quattro partite difficili che, però, se scollinate, potrebbero realmente spalancare scenari molto interessanti.