Salvini alza l’asticella dello scontro

Attribuisce ai vaccini le varianti

GP

Matteo Salvini è aduso ad alzare i toni dello scontro politico, anche se spesso e non volentieri finisce per incassare sconfitte. Non è il primo e non sarà l’ultimo, purtroppo, che affiderà il proprio messaggio politico alla ricerca “di un nemico al giorno”. In materia ha avuto un predecessore convinto in Donald Trump.

L’ultima perla del Segretario leghista l’affermazione che sono i vaccini a provocare le varianti. Cos’ha detto esattamente, ecco: “Il problema non sono i non vaccinati, ma il virus che varia. Le variazioni nascono come reazione ai vaccini. In Israele sono tutti vaccinati e il virus sta girando tra migliaia di persone. Io invito, non obbligo tutti a vaccinarsi, ma servono i tamponi, gratuiti per chi non se lo può permettere”.

Dura la reazione dei partiti della maggioranza, capofila il Pd. Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci dem che così si esprime: “Salvini è totalmente irresponsabile. Non si può parlare a vanvera contro ogni evidenza scientifica. La sua presenza al Governo sta frenando l’azione virtuosa di Draghi. La Lega sta facendo opposizione no vax, esca dal Governo, non è compatibile con Draghi“. 

Ma non è solo il mondo politico a reagire, ma è affiancato dal mondo scientifico inorridito dalla dichiarazione. Il virologo Roberto Burioni, ad esempio, posta su Twitter la frase di Salvini e commenta: “Voi capite perché sono scoraggiato?”.

Salvini certamente non sta attraversando un bel momento. A dargli le maggiori preoccupazioni è Georgia Meloni ed i suoi Fratelli d’Italia. Prima delle ferie agostane Lega e FdI nei sondaggi erano affiancati con un lievissimo vantaggio di un decimale per la Meloni. L’estate ha consolidato quel vantaggio di un intero punto ed ora è innegabile che il sorpasso sia avvenuto.

A peggiorare l’umore di Salvini i governatori leghisti delle regioni del nord favorevoli all’estensione del green pass. A costoro, giustamente, di raggranellare due consensi nei no-vax non importa assolutamente. I governatori rispondono direttamente al territorio della gestione della sanità e la lotta al Coronavirus è una priorità. Estensione del green pass e conseguente impulso dell’obbligo vaccinale sono gli unici sistemi ad oggi noti per conseguire qualche successo.

Salvini ovviamente nega qualsiasi divisione nel partito del Carroccio, ma la divisione tra governisti e movimentisti è sempre più accentuata.

Così il giorno dopo della votazione alla Camera sul green pass, che ha visto due terzi dei deputi leghisti assenti al momento del voto, Luca Zaia si esprime così: “A livello nazionale c’è stata l’approvazione di ulteriori misure di estensione del Green pass e penso che vadano nella direzione di sostenere la campagna vaccinale”. Poi a proposito della  l’europarlamentare leghista, Francesca Donato, che aveva irriso i familiari di un medico morto di Covid, Zaia è lapidario: “C’è un proverbio in veneto adatto a chi parla e poi si scusa: “prima de parlar, tasi”, ovvero prima di aprire la bocca pensaci, o stai zitto, ovvero prima di aprire la bocca pensaci”. Anche Attilio Fontana a proposito del green pass ha affermato: ” strumento di libertà, non di oppressione“. Dal governatore del Friuli stessa linea: “l’estensione dell’obbligo del Green pass è utile per permettere di proseguire le attività“.

Salvini può ironizzare fin che crede sulla spaccatura nella lega: “Questa delle due Leghe è una fantasia che va bene per Topolino. Noi portiamo a casa i risultati: la nostra discussione sui green pass ha spinto tutto il governo a darci ragione sui tamponi salivari, sui tamponi gratis per chi è in condizioni di necessità di famiglie con figli”.

Resta il fatto che i governatori la pensano diversamente e che la spaccatura c’è ed è sotto gli occhi di tutti. In politica non trova posto la parola gratitudine. I meriti di Salvini di aver portato il Partito a primo del Paese nei sondaggi ormai sembra passato remoto, conta solo oggi ed oggi non lo è più.

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