Alea iacta est, il dado è tratto

Dal sud nasce una nuova realtà politica con una forte impronta meridionalista per una nuova Italia

Rocco Michele Renna

«Il dado è stato gettato». Motto, proverbiale già presso gli antichi, che si ripete tuttora nell’intraprendere un’azione irrevocabile.

Giulio Cesare, secondo quanto riportato da Svetonio, pronunciò la famosa frase Alea iacta est il 10 gennaio del 49 a.C., quando attraversò il fiume Rubicone.

Cesare la esclamò per sottolineare che aveva preso tale decisione e che non ci sarebbe più stato modo di tornare indietro.

Il Rubicone a quell’epoca segnava il confine tra l’Italia (Roma) e la Gallia Cisalpina. Cesare, varcando il fiume a capo di un esercito, violò apertamente la legge che proibiva l’ingresso armato dentro i confini dell’Italia (Roma) e diede il via alla guerra civile romana, durante la quale sconfisse Pompeo e divenne dominatore assoluto di Roma.

E “da ora” il dado meridionalista è stato gettato: il Segretario Generale del Partito Meridionalista Michele Ladisa è candidato al senato nella circoscrizione di Bari, grazie all’accordo politico con De Magistris.

Ladisa e De Magistris, assieme ad altre forze politiche nazionali, con “Unione Popolare” tenteranno una nuova breccia di Porta Pia ma non alle mura di Roma, bensì alle più tenaci mura della oligarchia politica italiana.

A Dio piacendo e soprattutto al popolo votante, Ladisa, un vero esponente del meridionalismo capace e soprattutto non fanatico, ragionevolmente a favore del sud e di una nuova Italia che rispetti il Sud e il suo popolo trattato da colonia interna, finalmente potrà portare dall’interno il grido di giustizia del sud.

Un grido di disperazione da far ascoltare alle orecchie sorde di chi ancora oggi si vanta di appartenere ad un nord ricco ma non si ricorda che senza il sud, l’Italia non esisterebbe e il nord sarebbe solo un infimo sud dell’Europa, né comprende -nel suo miope ed ottuso egoismo politico- che l’Italia o si salva tutta o i vagoni di coda trascineranno giù dal ponte la locomotiva.

E allora, non abbiate paura, alzate la schiena, curvata dal giogo del nord, guardate in faccia i vostri aguzzini dei vecchi partiti e votate, con forza e volontà Unione Popolare.

In questi giorni gli attivisti del Partito meridionalista e di tutti gli altri che corrono insieme a De Magistris verranno a chiedervi la firma per la candidatura, mi raccomando il Sud ha bisogno di voi, anche con una firma, non mettetela a nessun altro perché ne potrete mettere solo una e la vostra firma come il vostro voto vale, usatelo con oculatezza.

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