Troppo rumore per nulla?

Vandalizzata la statua di Indro Montanelli. nel parco intestato a Milano al grande giornalista. Pochi giorni addietro i Sentinelli ne avevano chiesto la rimozione al Sindaco Sala.

Gianvito Pugliese

La statua di Indro Montanelli a Milano, sita negli omonimi giardini, è stata oggetto di atti vandalici. Pitturata con vernice rossa, mentre sul basamento veniva scritto “razzista stupratore”.

Il tutto scaturisce dal fatto che il grande giornalista, toscano di nascita (Fucecchio), ma milanese d’adozione, dichiarò che durante la guerra in Etiopia (più corretto l’invasione dell’) aveva acquistato una ragazzina indigena di 12-14 anni (cambiò più volte versione) per “stabilire con lei un rapporto sessuale”.

I Sentinelli di Milano, -Laici ed antifascisti-  “movimento informale” per loro stessa ammissione “nato tra il serio e il faceto nell’autunno del 2014 che si contrappone a tutti i soprusi, discriminazioni e violenze che colpiscono la vita di molti: dagli omosessuali ai migranti, dalle vittime di stalking alle vittime di razzismo, dalle donne ai malati desiderosi di un fine vita dignitoso” ha chiesto al Sindaco di Milano, Beppe Sala, la rimozione della statua. Non gli avevano mai evidentemente perdonato quella ammissione (che non aveva, invero, alcun tono di pentimento) e si sono attivati nella richiesta sull’onda delle protesta in Usa con conseguente rimozioni di statue (da Winston Churchill a Cristoforo Colombo).

Nulla prova che siano stati I Sentinelli. Le loro finalità, tutte condivisibili, mi sembrano incompatibili col gesto che è stato rivendicato da Rete Studenti Milano e LuMe (Laboratorio universitario Metropolitano). La Digos indaga.

Un’autorevole agenzia di stampa ha riferito Fontana: “C’è un clima d’odio che mi preoccupa”. Si è scordata però che a Milano, oltre al Governatore, Attilio Fontana, c’è Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera. Quale dei due l’abbia detto non so. Errori o, piuttosto, sviste che capitano!

Il Sindaco Sala ha dichiarato che la statua resta dov’e. E ci mancherebbe altro. Ma, chiunque sia il Fontana che l’ha detto, del crescente clima di odio nel Paese, sarebbe stato più opportuno accorgersi e preoccuparsi prima. Lo dico da estimatore del grande Montanelli. Giornalisti come lui, Enzo Biagi, Giorgio Bocca ci mancano. Sulle sue “debolezze” per qualcuno, “squallori inconfessabili” per altri, preferisco stendere un velo pietoso, anche perché temo che tanta acredine postuma sia frutto di un malessere sotterraneo che cova da troppo e potrebbe esplodere quando meno ce lo aspettiamo. I movimenti che avevano anche la funzione di incanalare quel malessere in forme di protesta parlamentari, sono stati sostituiti da partiti che soffiano sul fuoco. In Italia le rivoluzioni sono fortunatamente più uniche che rare, ma le guerre fratricide non si contano. E il sud ha un’infinità di motivi per ricordarselo.

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