Pietro Sportelli: “Presto torneremo ad abbracciarci”

Pietro Sportelli, responsabile artistico della Notte Bianca dei Giovani di Mola di Bari, ci racconta questo periodo

Vito Longo

Pietro Sportelli, responsabile artistico della Notte Bianca dei Giovani, giunta quest’anno alla quinta edizione, ci ha raccontato cosa significhi affrontare l’organizzazione di uno spettacolo di questo tipo.

Partiamo dal principio, allora: Cosa significa organizzare un evento, uno spettacolo del genere coinvolgendo tanta gente?

Innanzitutto significa studiare. Un’organizzazione degli eventi seria necessita innanzitutto di conoscenze gestionali-organizzative, normative e di settore.  Significa dedicare tempo, risorse ed energie in tutte le fasi organizzative e in un arco temporale che va ben oltre la data del singolo evento, si tratta di mesi per eventi più piccoli, anni per eventi più grandi. Significa programmare, mettere insieme individui e realtà, trovare fondi, spesso con grande fatica, e saperli spendere.
È un lavoro particolarmente complesso che per i non addetti ai lavori non è sempre facile comprendere.

Qual è quindi la difficoltà più grossa nel momento in cui, causa Covid-19, si è costretti a rinviare un evento culturale?

Per poterti rispondere credo sia necessario fare una premessa che permette di inquadrare meglio la situazione.
Focalizziamo sugli eventi culturali; il loro management, sintetizzando al massimo, si basa principalmente su due processi e conseguenti effetti precisi: culturale ed economico.

L’assenza di eventi culturali priva l’utenza di un territorio di quel processo che permette di offrire ai cittadini la possibilità di comprendere la bellezza, di formarsi, di coltivare una capacità critica. La cultura ci permette costantemente di essere cittadini attenti e di colmare gap importanti.

Il processo economico non è secondario, ma parallelo: dalla cultura si mangia. Questo penso sia un concetto assodato.

Stiamo leggendo e sentendo ovunque che uno dei settori maggiormente colpiti dalle conseguenze del contagio di questo Coronavirus è proprio quello culturale e dello spettacolo.

Vi è un danno economico diretto che semplificando può essere compreso con i mancati incassi. Ma c’è un intero indotto che ne soffre: tecnici, comunicatori, servizi turistici e di accoglienza, ristorazione, etc…

Servono, quindi, sperando di risolvere al più presto e al meglio l’emergenza attuale, un impegno e un’attenzione maggiori di istituzioni e autorità al mondo dello spettacolo in genere, visto che troppo spesso ricade tutto o quasi sulle spalle dei “poveri” organizzatori?

Assolutamente sì!


Certamente il periodo richiede a tutti e a ciascuno un impegno e un sacrificio grande. E per il nostro bene bisogna farlo senza se e senza ma.

Ma una volta terminata l’emergenza grazie al contributo di tutti, le Istituzioni devono fare la loro parte per rimettere in moto e riprogrammare una serie di eventi.

Credo sia necessario implementare le risorse economiche e semplificare i processi di richiesta e ottenimento delle stesse affinché si torni immediatamente ad offrire un calendario degli eventi di qualità che rilanci l’immagine del territorio a livello nazionale ed internazionale. Bisognerà farlo con lo stesso spirito di urgenza che stiamo vivendo.

Sono fiducioso perché una volta terminata l’emergenza non si ripartirà da zero, c’è un tessuto composto da realtà che fanno di questo momento di stop motivo per ripensare, approfondire e programmare.

Sono certo che, se tutti faremo la nostra parte, ci sarà un’esplosione di partecipazione, una maggiore fame di cultura condivisa.

Starà a noi farci trovare pronti, starà alla politica e alle istituzioni permettere il rilancio degli eventi culturali.

Nel frattempo però possiamo utilizzare in maniera intelligente la rete e offrire “eventi culturali”, di sensibilizzazione in maniera alternativa. Su questo stiamo pensando anche noi a qualcosa.

Nel frattempo l’appello a tutti è di rispettare le regole e di collaborare affinché possa ridursi il contagio.

Solo così andrà tutto bene e potremo riabbracciarci prestissimo a teatro, cantare sotto un palco, ridere insieme ad una sagra, sognare con le parole dal vivo del nostro autore preferito.

Insieme possiamo farcela!

Ringraziamo ancora Pietro Sportelli e tutta l’organizzazione della Notte Bianca per la sua preziosa testimonianza e vi diamo appuntamento alle prossime che seguiranno nei giorni a venire.