Versi Diversi

Nelle norme del Covid 19, l’accogliente sala di Triggiano ha ospitato un bel po’ di gente.

Maria Catalano Fiore

Non so se per merito o demerito delle restrizioni della Pandemia, ma come già successo nel corso dei secoli, alla fine di un forte avvenimento endemico, o guerra che sia, la Cultura, l’arte, la poesia riprendono vigore.

Avviene sempre un cambiamento, come già citato nel marzo scorso. Esattamente il 12 marzo abbiamo pubblicato “Cento anni fa si diffuse la Spagnola” ed ancora il 6 giugno “Come finiscono le pandemie”.Purtroppo non sarà l’ultima e come citato nella Peste del Decamerone di Boccaccio sarà sempre ed inesorabilmente, uno “sbigottimento della gente”.

La reazione ad una Pandemia è sempre un’accellerazione del progresso e delle manifestazioni, una richiesta vitale di riprendersi la propria vita e di esternare emozioni. Impegni già presi che sono slittati o nuove iniziative.

Discorso di benvenuto del Sindaco di Triggiano dott. Antonio Donatelli

Serata molto gradevole venerdì sera a Triggiano, nella bella sala del centro Polifunzionale dedicato a Rocco Dicillo, (triggianese, perito nella strage di Capaci in quanto agente di scorta del giudice Falcone), dove si è svolto un incontro, tra Arte, Poesia, Musica popolare, Dialettologia e Filosofia scorrevole e accattivante.

Particolarmente graditi i saluti istituzionali del sindaco di Triggiano dott. Antonio Donatelli, e dell’assessora alla Cultura, particolarmente accoglienti e propensi ad ospitare eventi culturali nella bella Sala, collegata anche alla biblioteca del paese. Triggiano pur essendo una fiorente cittadina, con ben 26.993 abitanti (cens. Istat 12/2019) gravitante nell’area della Città metropolitana di Bari, non offre spesso eventi culturali.

Questo incontro, fortemente voluto dal vulcanico poeta triggianese Pietro Quassia (tra l’altro la settimana scorsa ha presentato un’ultima sua opera in vernacolo Triggianese ), è stato supportato dall’organizzazione di Katia Abbrescia e presentata, con il garbo e spontaneità che lo contraddistingue dall’artista poeta Mario Boezio.

Piero Quassia interpreta i suoi versi

Alla serata hanno aderito una ventina di poeti, e sette artisti. classificabili però in “Personaggi di cultura” poichè avevano doppie vesti e altro ancora. intervallati da interventi e dalle belle musiche del duo ” Appunti di viaggio” Giuseppe Carone e Vito Romita.

Il duo “Appunti di viaggio” Giuseppe Carone e Vito Romita

Ben accette, quindi, iniziative varie.

Questa serata di “Versi Diversi” è stata comunque molto particolare, poichè i poeti vari hanno recitato in vernacolo dell’hinterland barese.

Dialetti con variazioni fonetiche e accenti diversi, questo è il bello del dialetto. Non che i nostri figli debbano apprenderlo o usarlo a scuola, non è il posto adatto, anzi magari un po’di congiuntivi e condizionali in più non farebbero male, ma sono le nostre radici che puoi ascoltare casualmente per strada o nei racconti dei nonni e che fanno parte di un patrimonio culturale ed antropologico fondamentale per una completa formazione.

Il poliedrico Mario Boezio con il Presidente dell'”Accademia della Lingua Barese” Felice Giovine che ha disquisito sulla scrittura e la fonetica della Lingua Barese

Questo è stato rimarcato da Felice Giovine, Presidente dell’Accademia della Lingua Barese. Si il barese è una vera Lingua con una grammatica precisa, nell’hinterlad molte variazioni di accenti e suoni gutturali o meno, ma la costruzione grammaticale è fondamentale.

Felice Giovine, erede della grande Accademia fondata da suo padre Alfredo Giovine, ha recitato, infatti due poesie proprio sulla fonetica e scrittura di Bari ed altro. Ha precisato l’uso della grafia corretta che serve a rendere più agile la lettura dei brani ed ha citato uno dei primi grandi poeti baresi Francesco Saverio Abbrescia che nel 700 ne è stato il precursore o quasi.

Notevole l’avvicendarsi di questi poeti e i loro contenuti, a volte molto tristi, come le righe di Emanuele Zambetta,“Cor de Mamma” dedicate alla mamma di un amico deceduto, molto prematuramente, a causa di un incidente in moto.

Emanuele Zambetta recita accorato, sullo sfondo le opere degli artisti presenti.

Al vulcanico Michele Aprile “La fotografia di Bari”

Michele Aprile con la sua gestualità accattivante.

Una lunga carrellata di poeti, per evitare errori li cito tutti, purtroppo non ho lo spazio per inserire tutte le foto. Come da locandina: Pietro Quassia, Michele Aprile, Mario Boezio, Giuseppe Carone, Maria Catalano, Gianni Concordia, Sabino Dattolo, Dina Ferorelli, Biagio Loconte, Francesco Paolo Lepore, Anna Marinelli, Lillino Patano, Saverio Sciacovelli Anna Maria Semeraro, Emanuele Zambetta.

Anna Marinelli abile pittrice e poesista vernacolare
Biagio Loconte ha sciorinato i suoi esilaranti versi………Fessi

Ed ancora Francesco Paolo Lepore

una bella poesia di Francesco Paolo Lepore

Sullo sfondo del palco, visibili e fruibili da tutti gli spettatori i quadri prestati volentieri dagli artisti: Katya Abbrescia, Mario Boezio, Caterina Ruocco, Anna Marinelli, Concetta Livieri, Enrica Carenza e Vito Camardella questi ultimi esporranno dal 10 al 17 ottobre anche nell’evento, in compartecipazione con questo giornale “L’Arte riprende Colore” presso la magnifica Chiesa 600esca di Santa Teresa dei Maschi nel borgo antico di Bari. Ovviamente, ingresso libero, vi aspettiamo.

In questa foto sono in evidenza tele di Anna Marinelli, Katya Abbrescia e le coloratissime barche, opere recenti e coloratissime di Vito Camardella, che saluta cosi la “non estate” di questo 2020.

Interessantissima conversazione della dott.ssa Mariella Procaccio, sul legame tra Filosofia, Arte e Poesia. Un filosofo non vive nelle nuvole come le poesie o i colori prima di essere trasferiti sulla tela, comunque sono tutti nella meraviglia “dell’incanto”.

Due poesie di Rocco Scotellaro, poeta lucano deceduto prematuramente, ci hanno riportato nella realtà di un’epoca forse più triste e problematica di quella attuale. Cosi come l’intervento di Enzo Digioia, sinceramente alquanto pessimista sul futuro di arte e poesia nell’interfaccia con la realtà.

Mi permetto, da storica, e quindi con documenti e fatti, di dissentire da questa opinione. Dopo ogni catastrofe da che mondo e mondo come affermano tutti i docenti d’arte, proprio l’arte è stata la prima a rialzarsi a farsi vedere, la musica a riprendere squillante, la poesia ad elogiare la ripresa, pur salutando i caduti. L’arte si evolve, cambia vestito, modi e concetti, ma l’arte è la prima espressione comunicativa di ogni popolo. L’uomo primitivo si esprimeva con disegni, ha cominciato a comunicare con disegni, man mano ha dato una immagine a dei o demoni, e via via sino al completo astrattismo, a tele monocromatiche, o bruciate, o tagliate con violenza (datate anni 40-50 del secolo scorso, Alberto Burri e Lucio Fontana non sono certo da sottovalutare come convogliatori di messaggi) che pure dicono tantissime cose sul progredire della storia.

Ovviamente la foto finale di gruppo tra la soddisfazione e l’amicizia generale.

Questo come altri gruppi di artisti che vivono, producono, esternano i loro sentimenti hanno tantissimo da dire ancora per tanto tempo, ed altri se ne aggiungeranno, nuove o vecchie leve che siano.

Ringraziamo coralmente l’infaticabile Piero Quassia e i supporter Mario Boezio e Katya Abbrescia, Il Sindaco dott. Antonio Donatelli e l’assessora per la cultura che con la loro presenza hanno dimostrato di aver recepito in pieno il messaggio. Tutti gli artisti, il pubblico e i nostri allegri musicisti di “Appunti di viaggio”. A prestissimo!

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