Letta “per il Colle larga maggioranza o il governo cadrà”

Esclude poi che il Pd potrebbe votare Silvio Brelusconi

GP

Se si chiede a Letta un nome per il Colle risponde che è troppo presto; prima la legge di bilancio e da gennaio se ne potrà discutere. Detto questo auspica però che i partiti trovino la più ampia convergenza sulla figura che dovrà sostituire Sergio Mattarella, che esclude possa essere Silvio Berlusconi. Considerazione identica, quest’ultima, a quella fatta giorni addietro da Conte.

Sul referendum per la liberalizzazione delle droghe leggere non dice la sua opinione “che ha maturato, ma è indispensabile non influenzare il Pd e lasciarlo decidere liberamente.

Sul fine vita auspica che non finisca per essere l’ennesima battaglia ideologica, dove a rimetterci saranno solo il Paesi e quanti sono costretti a trascinare una vita indegna di quel nome. Letta non lo dice, ma probabile stia pensando al ddl Zan.

Non fa mistero di avversare “la destra sovranista che flirta con Orban e con chi comprime i diritti”. E per sconfiggerla ritiene che lo strumento siano le Agorà: “Dobbiamo costruire un’alternativa forte e coesa. Come fare? Con le Agorà: dobbiamo rendere i cittadini protagonisti, con un incontro di sigle, di partiti e partitini non ce la faremo mai”. 

Per qualcuno le Agorà sono un parto di eccessivo intellettualismo, sta di fatto che riecheggiano, rivedute, corrette ed aggiornate al 2021 a quell’appello che Romano Prodi lanciò alla società civile e gli permise di battere un Berlusconi che all’epoca sembrava incontenibile. Sperando, ovviamente, che non si faccia il bis, sull’orma di Prodi che mise da parte quel patrimonio di idee e di forza morale, autocondannando il suo governo ad una repentina fine indecorosa.

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