Tragico incidente in un cantiere a Firenze

Il bilancio dei morti, purtroppo, cresce e sono già tre. Tre i feriti, estratti dalle macerie, di cui uno grave.

Gianvito Pugliese

Stamane, intorno alle otto e mezza a Firenze in un cantiere per la costruzione di un centro commerciale della Esselunga si è verificato il crollo di un pilone in costruzione che ha provocato una immane tragedia.

Tre operai sono deceduti schiacciati dal materiale che li ha sepolti ed altri tre sono stati estratti vivi da sotto le macerie dai soccorritori, Vigili del Fuoco di Firenze in primis, prontamente intervenuti. I tre sono feriti e secondo quanto hanno riferito operatori del 118 sul posto uno è grave ed in pericolo di vita.

E’ presto per parlare di cause del tragico evento e di responsabilità, ma già risulta e le indagini dell’autorità giudiziaria sono orientate verso la catena di sub appalti che ha di fatto fortemente contenuto le somme a disposizione della ditta sub appaltatrice costringendola a lavori in economia.

Quando si verifica un tale dramma occorre rispettare i morti e rinviare le polemiche, ma almeno tre famiglie, e speriamo il loro numero non aumenti, hanno perso il loro pilastro e sono rimaste senza mezzi per vivere. Le somme corrisposte dalle assicurazioni sono sempre irrisorie rispetto al peso del dramma che si è abbattuto su ogni famiglia delle vittime e nemmeno lontanamente comparabili anche solo a quanto l’operaio ucciso avrebbe portato a casa nell’arco della sua vita lavorativa.

La politica, dinanzi a tragedie del genere, dovrebbe evitare passerelle ed inutili dichiarazioni e chiedersi se le norne di sicurezza sul lavoro sono adeguare e, soprattutto, se i controlli sono tanti e tali da fungere da certo deterrente nei confronti di chi non si attiene perfettamente.

Quello di oggi è un caso terribile, ma gli incidenti mortali sul lavoro sono tristemente quotidiani. Piaccia o no questa è un’autentica mattanza della classe operaria. O la politica si sveglia o diventa complice di quelle morti.

Alle famiglie delle vittime, per quel che vale e conta, la nostra solidarietà e partecipazione al dolore.

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