Luccicano le spade e tuonano le armi in terra Santa.

Lo stato di Israele ha dichiarato lo stato di guerra a causa di un massacro indiscriminato tra civili e militari da parte di palestinesi armati

Rocco Michele Renna

Ieri, la regione del Medio Oriente è stata scossa da un’ondata di violenza senza precedenti, con migliaia di missili che hanno colpito Israele, causando la morte di cittadini innocenti e ferendo molti altri. Questo brutale attacco, che ha anche infiltrazioni e sparatorie da parte dei palestinesi, ha provocato la reazione di Israele: “L’atto merita una condanna senza riserve“.

Massiccio lancio di razzi dalla Striscia di Gaza verso Israele!

Più di 5.000 razzi lanciati dalla Striscia di Gaza hanno colpito Israele, seminando il panico tra la popolazione civile. Tra le vittime si annovera una donna anziana, il cui unico crimine è stato quello di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. Molte altre persone sono state ferite e costrette a rifugiarsi nelle proprie case, terrorizzate dalle incessanti esplosioni.

Ma la violenza non si è limitata ai razzi. Gruppi di palestinesi sono riusciti a infiltrarsi in Israele, approfittando del fatto che oggi è Shabbat, il giorno di riposo ebraico, ed il numero dei soldati dell’IDF è ridotto, aprendo il fuoco nelle strade e cercando persino di entrare via mare. Questo comportamento, secondo Netanyahu mette in pericolo la sicurezza degli israeliani e di tutto il Medio Oriente, legittimando una risposta immediata da parte delle forze di difesa israeliane.

Cittadini Israeliani sono stati presi in ostaggio e portati a Gaza.

Il Capo militare dell’organizzazione di Hamas, Muhammad Deif, ha annunciato l’inizio di un’operazione con il nome “alluvione di Al-Aqsa” e rivendicato il lancio di 5.000 razzi. Questo attacco indiscriminato e la successiva infiltrazione in Israele dimostrano una totale indifferenza per la vita umana e la pace nella regione.

La risposta di Israele è stata inevitabile, con caccia da combattimento che hanno colpito obiettivi dell’organizzazione terroristica di Hamas a Gaza e il reclutamento di riservisti per affrontare la crescente minaccia. Nel frattempo, i palestinesi hanno preso in ostaggio cittadini israeliani e hanno perpetrato atti di violenza brutale all’interno del Paese. Brutale vilipendio dei cadaveri israeliani militari e civili portati nella striscia di Gaza

Chiamare questo comportamento un atto di guerra è un eufemismo. Si tratta di un massacro, di crimini di guerra, di assassinio indiscriminato di cittadini e soldati. Non c’è giustificazione per tali azioni, che minacciano la stabilità della regione e la sicurezza di tutti coloro che vi abitano.

Il Ministro della Difesa israeliano Yoav Galant al termine della valutazione della situazione ha dichiarato: “Hamas ha commesso un grave errore questa mattina e ha iniziato una guerra contro lo Stato di Israele. I soldati dell’IDF combattono in tutti i punti di penetrazione contro il nemico. Lo Stato di Israele vincerà questa guerra“.

Attualmente, si segnalano circa sette focolai di combattimenti con gruppi terroristici in corso. Numerosi israeliani e lavoratori stranieri sono stati rapiti e portati nella Striscia di Gaza.

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato che l’organizzazione terroristica Hamas effettivamente ha il controllo di alcuni villaggi israeliani situati al confine con la Striscia di Gaza. In risposta a questa minaccia, l’IDF ha lanciato l’operazione “Spade di Ferro” contro Hamas.

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma: “Siamo in guerra.“!

Italia: Dal Palazzo Chigi arriva una dichiarazione forte e chiara in cui si sottolinea il diritto di Israele alla difesa: “Il governo italiano segue attentamente il brutale attacco in corso in Israele e condanna con la massima fermezza il terrore e la violenza perpetrati contro civili innocenti. Il terrore non avrà mai la meglio. Sosteniamo il diritto di Israele a difendersi.

Operazione “Spade di ferro”

Nel frattempo, l’organizzazione terroristica di Hamas ha fatto un appello al mondo islamico per attaccare Israele, aggiungendo ulteriori tensioni a una situazione già altamente pericolosa in questa regione del mondo.

Israele ha dichiarato lo stato di guerra in risposta a questa violenza, e la comunità internazionale deve unirsi nel condannare questi attacchi e cercare soluzioni diplomatiche per porre fine a questa spirale di brutalità. La comunità internazionale deve lavorare con determinazione per cercare una soluzione diplomatica a questo conflitto e per garantire la sicurezza e la stabilità nella regione.

Ogni sforzo deve essere compiuto per evitare un ulteriore escalation del conflitto che potrebbe coinvolgere anche coloro che sovvenzionano e armano il terrorismo internazionale. Nel frattempo, le nostre preghiere e le nostre speranze sono rivolte a una rapida fine della violenza e alla riconciliazione tra le due parti coinvolte.

I palestinesi saranno anche stanchi di troppi anni di pesante repressione israeliana al limite del genocidio nella striscia di Gaza, ma così facendo rischia di passare dalla ragione al torto e di alienarsi quanti, come questa testata, li hanno difesi nei casi noti di brutalità israeliana.

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