Erdogan contro Corte di Giustizia europea

Materia del contendere il velo islamico

La redazione

La decisione della Corte di Giustizia europea di permettere alle aziende di vietare alle proprie lavoratrici di indossare il velo sul luogo di lavoro ha scatenato l’ira del presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

La Corte di Giustizia deve cambiare nome perche’ quanto statuito non ha niente a che vedere con la giustizia. Non e’ possibile che la Corte di Giustizia non tenga conto della liberta’ di fede e religione. Applichino la stessa decisione a chi indossa la kippah, e’ possibile?“.

La corte europea ha permesso alle aziende dell’Unione europea di vietare alle donne di indossare il velo per tutelare la neutralità dinanzi ai propri clienti.

Per Ankara, è una chiara violazione della liberta’ di religione e una decisione che aumenta i pregiudizi contro l’Islam e le donne musulmane. 

Da Erdogan, ormai lo sappiamo, non sono da attendersi ragionamenti placati e non di parte. La Corte europea non solo non proibisce l’uso del velo, ma ne condiziona l’uso in determinate circostanze. Libera in moschea, a casa sua, finanche per strada, la donna islamica di portare il velo, ma se sceglie di far la commessa o un lavoro che la espone al pubblico lecito che l’azienda le chieda di farne a meno per non mettere in imbarazzo la clientela.

Premesso che siamo per la libertà e la tutela di ogni religione, che non sia contraria alle leggi dello stato, all’ordine pubblico ed al buon costume, Erdogan dimentica, o fa finta di dimenticare, pur di ergersi a paladino dell’Islam, che nei paesi islamici, in particolare in determinati luoghi, le europee sono tenute a coprire il capo. Non mi pare proprio che siano rispettate le condizioni di reciprocità e tutto questo solo a vantaggio dell’Islam. Poca cosa a dirla tutta che soddisfa chi guarda più alla forma che alla sostanza.

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