All’Asta abiti e gioielli di Valentina Cortese

Potrebbe sembrare banale, mettere all’Asta abiti, gioielli e oggetti appartenuti ad una Diva.
Ma Valentina Cortese è stata più che una Diva Internazionale,

Maria Catalano Fiore

Una DIVA , forse la più Diva tra tante attrici del 900 italiano.

Una Diva brava in Teatro e Cinema, una Diva Internazionale che aveva creato un suo carisma personale con i suoi foulard.

E’ triste pensare che non ci sia più, che tutte le sue cose vengano vendute, non avendo più eredi diretti, l’unico figlio Jakie Basehart, nato nel 1951 è morto nel 2015. La nuora Tatiana, sempre vicina a lei, nominata sua tutrice testamentaria.

Interessante sarebbe ripercorrere quanto fatto dal Cinema Italiano dalle sue origini (a cui abbiamo già dedicato spazio), attori teatrali che subiscono il fascino della settima arte, attrici incredibili che danno vita al filone dei “Telefoni Bianchi”, il tanto contestato fascismo che, con Vittorio Mussolini da vita prima a “Cinecittà”, l’Hollywood italiana ambita dalle produzioni estere, e poi al “Festival del Cinema di Venezia” nei locali della Biennale d’Arte. Un Cinema che non si ferma neanche durante i conflitti mondiali, e le cui sale sono gremite da gente che si rifugia e cerca di superare la paura. Poi dopo il secondo conflitto mondiale il cinema realista e veristico che produce capolavori inimitabili come “Roma città aperta” di Fellini con dei grandi Anna Magnani ed Aldo Fabrizi, “Ladri di biciclette” che trasforma il “belloccio” Vittorio De Sica, oltre che in attore maturo, in regista impegnato, con “La Crociara”. scritto da Alberto Moravia, musiche di Armando Trovajoli, candidato a vari Oscar, Golden Globe per migliore film straniero un Oscar a Sofia Loren quale migliore attrice.

Valentina Cortese nei primi film

Un cinema che si evolve ancora nella “Commedia all’Italiana” con un numero di bravissimi attori incredibili che il mondo ci invidia. I film di serie B o gli horror diventati ormai dei Cult, per non parlare degli Spaghetti Western e dei polizieschi o di protesta dagli anni 70 in poi.

Valentina Cortese ha cavalcato con stile e bravura innati cinema, teatro, persino operetta o come conduttrice. Ha cavalcato anche Hollywood e il jet set internazionale.

Nata nella periferia di Milano, da agricoltori, nel 1913, morta nel 2019. Giovanissima si innamora del direttore d’orchestra Victor de Sabata, di 31 anni più vecchio, sposato e con figli, lo segue a Roma, dove si diploma all’Accademia di Arte Drammatica (lo confessa lei stessa in più occasioni).

Nel 1940 debutta nel cinema con buoni risultati, nel 1941 viene messa sotto contratto per il suo viso dai tratti delicati ed impiegata nel filone dei “Telefoni bianchi” diretta da Alessandro Blasetti. Nonostante il fisico minuto ha una forte presenza scenica che la fa primeggiare in molte pellicole tra cui “Orizzonte di Sangue” (1943) o “Roma città libera”(1946) o “I Miserabiliaccanto a Marcello Mastroianni con il quale gira diversi film.

Valentina con Spencer Tracsy, foto ag. Alamy

Nel 1948 è a Hollywood con un contratto con la 20th Century Fox lavorando a fianco di James Steward e Spencer Tracy (1949), con Orson Welles inCagliostro”(1949) ed altri personaggi importanti. Li conosce suo marito Richard Basehart. Affianca Audrey Hepburn con la quale resta amica, Ava Gardner, Humphrey Bogart e Rossano Brazzi.

Valentina con Barton , Liz taylor e Franco Zeffirelli ad Hollywood.

Nel 1955 è in Italia con “Le amiche” di Michelangelo Antonioni con il quale vince un Nastro d’Argento. Recita in “Kean-Genio e sregolatezza”, interpretato e diretto da Vittorio Gassmann.

Valentina con la sua famiglia

Nel 1958 fa una pausa, ma il suo matrimonio, nonostante un figlio, Jakie, anche lui, in seguito, attore, naufraga miseramente nel 1960.

Valentina con suo figlio nel 1967

Torna alla ribalta con “Barabba” a fianco di Anthony Quinn, Silvana Mangano, Vittorio Gassmann ed Ernest Borgnine e “La Ragazza che sapeva troppo” di Mario Bava. Poi con Ingrid Bergman e nel 1965 viene diretta da Federico Fellini in “Giulietta degli Spiriti” ed altre parti nella fortunata serie di “Angelica”.

Nel 1968 è richiamata negli Stati Uniti per interpretare il personaggio di una sofisticata contessa italiana nel film “Quando muore una stella” di Robert Aldrich con protagonisti Kim Novak e Peter Finch.

Dopo alcune partecipazioni ad importanti produzioni televisive italiane, come “I Buddenbrook” (1971) diretta da Edmo Fenoglio, l’incontro con Giorgio Strehler ed il Teatro mettono in mostra anche questo suo aspetto. Con Strehler ha anche una importante relazione sentimentale durata 15 anni.

Valentina e Giorgio

Il cinema la richiama negli anni 70 a fianco di Richard Burton, Alain Delon.

A 50 anni ottiene uno dei suoi più grandi successi con “Effetto notte”(1973) di Francois Truffaut, la pellicola fu premiata con l’Oscar come migliore film straniero e la Cortese ottiene una candidatura all’Oscar come migliore attrice non protagonista in competizione con Ingrid Bergman che si scusa con lei pubblicamente come amica affermando che è lei la più meritevole.

Valentina e Zeffirelli

Negli anni 70 ha una fervente attività sia in Cinema che Teatro. Importante e apprezzato il suo sodalizio con Franco Zeffirelli con il quale lavora sino al 1993, girando il suo ultimo film. Con Zeffirelli in “Un tè con Mussolini” recita anche suo figlio Jakie attore, che presta persino gli abiti sartoriali di scena di cui fa collezione.

Nel 1980 si risposa con l’industriale farmaceutico Carlo De Angelis (1906- 1998) vedovo. Diventa così cognata del mezzosoprano Giulietta Simionato, dal 1979 seconda moglie di Florio De Angelis, fratello e socio del marito.

Negli anni 2000 porta in scena il “Magnificat” di Alda Merini.

La sua ultima apparizione televisiva nel 2012 nel programma “il tempo che fa” dove presenta la sua autobiografia “Quanti sono i domani passati”. Un testo molto interessante in cui ripercorre la sua intera parabola professionale. Da questa autobiografia nel 2017 il regista Francesco Patierno le rende omaggio con il film “DIVA!”.

Nel 2015 perde a causa di una grave malattia l’amato figlio Jakie. Ovviamente un duro colpo che la porta ad una grave depressione, a lasciarsi andare, sino alla malattia e la morte il 10 luglio 2019.

In questi giorni l’annuncio che gli arredi ed il guardaroba da sogno di Valentina Cortese andranno all’incanto per beneficienza: il ricavato della vendita all’istituto Mario Negri per la ricerca oncologica e al Piccolo Teatro Di Milano. Tra queste cose oggetti di reale valore come questa opera di Leonor Fini.

Lotto 300: Leonor Fini “Ritratto di Valentina Cortese e di suo figlio Jakie” 1957.

L’asta si terrà l’1 e 2 marzo a Palazzo Crivelli a Milano.

Patrocinata dal Comune di Milano e dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, in concomitanza con la Fashion Week 25/27 febbraio 2022.

Dalle case di Valentina Cortese, quella milanese e quella veneziana, sfilano in catalogo cica 300 lotti gli abiti firmati da Roberto Capucci, Maurizio Galante, Christian Dior, Mila Schon, per citarne solo alcuni.

Insieme ad una selezione di opere d’arte, oggetti ed arredi. Diverse Tele sono opera di Leonor Fini, ( Buenos Aires 1907 – Parigi 1996) amica intima dell’attrice. Leonor una fine costumista, scrittrice, disegnatrice e costumista è anche autrice di diversi suoi foulard.

Poi tutti i suoi foulard, che la Cortese ha reso una inconfondibile firma stilistica.

Qualche mobile di reale pregio storico – artistico e tanti “memorabilia” di una vita straordinaria. Ciascun oggetto restituisce un tassello di un gusto ricercato e di una personalità eclettica di questa regina italiana delle scene.

Abito indossato durante la serata degli Oscar

Il ricavato destinato al Piccolo Teatro di Milano ha due obbiettivi specifici: uno è l’ “Archivio di una Diva”, per l’inventariazione di quello già donato, per anni, al Teatro, il secondo la costituzione di “Una Borsa di Studio” intitolata a Valentina Cortese, a sostegno di una giovane attrice della Scuola “Luca Ronconi” del Piccolo.

Solo i suoi gioielli sono stati stimati circa due milioni di Euro.

Si chiude cosi definitivamente la vita di una DIVA, ma prosegue nel talento di qualcuna che le farà sicuramente onore.

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