Musumeci il ras

Il governatore della Sicilia fa implodere la sua giunta, per aver preso meno voti del capo dell’opposizione nella delegazione siciliana per la votazione del Colle.

Gianvito Pugliese

Ras, secondo il dizionario Treccani, ma anche per gli altri, ha due significati. Premesso che dall’amarico e tigrè ras «testa, capo; sommità», il primo è: “Nell’Impero di Etiopia, era titolo della più alta dignità nella gerarchia dello stato, dopo il negus, e anche dei sovrani o dei capi feudali delle maggiori province”. Il secondo: “fig., spreg. Piccola autorità locale, che esercita il suo ufficio con atteggiamenti dispotici e tronfia consapevolezza di sé; anche riferito, talvolta, ai capi della delinquenza organizzata o della malavita, in quanto esercitino localmente il loro potere. In passato, fu soprattutto espressione polemica usata per indicare i gerarchi e capi locali del fascismo”.

Io intendo a proposito di Nello Musumeci, il primo significato, quello della più alta autorità del territorio, la Sicilia, E, se ben ricordo, anticamente, al tempo delle invasioni e dominazioni arabe, la Sicilia vide governati alcuni suoi territori da Ras arabi. Quindi anche un omaggio alla storia della Trinacria.

Presidente, lo so che sta un tantino infuriato, magari anche un poco di più. ma non avrà mica pensato, anche per un sol attimo, che io volessi giocare, in virtù della sua vecchia militanza nel Msi ed in An, su, come dice in chiusura la Treccani citata, su un’ “espressione polemica usata per indicare i gerarchi e capi locali del fascismo”? Presidente, la so benissimo convertito alla democrazia, non mi permetterei mai.

Cos’è accaduto per fare infuriare Musumeci tanto da fargli dire: “Come primo atto azzero la Giunta. Farò un esecutivo che ci porti fino alla fine della legislatura, un esecutivo di responsabili. E andremo avanti, fregandocene di questi mezzucci“. Il Governatore Regione Sicilia opta per un colpo di scena per rispondere al voto all’Ars (Assemblea Regione Sicilia) sui grandi elettori per il voto del Capo dello Stato “che ha visto il governatore incassare solo 29 voti, meno del delegato dell’opposizione” ha scritto oggi un’autorevolissima agenzia di stampa.

Non ha incassato “7-8 voti della maggioranza”, che ha definito: “voti di accattoni che hanno tentato un atto di intimidazione per ottenere posti di sottogoverno, ma non mi lascio condizionare. Io non mi dimetto, non mollo, io riparto, io rilancio”.

Restiamo a lavorare perché non voglio sopravvivere nel Palazzo, perché questa Regione ha bisogna di una legge di stabilità, perché siamo nella pandemia, dobbiamo spendere le risorse del Pnrr, fare partire cantieri per 4,5 miliardi. Me ne sto fregando dei condizionamenti, se perdiamo 6-7-8 deputati. Abbiamo bisogno di ristabilire un rapporto tra la Giunta e i deputati della coalizione. Faremo un esecutivo di responsabili. Parlerò con i rappresentanti dei partiti di centrodestra, chiederò loro di darmi una rosa di assessori, alcuni probabilmente saranno confermati. E andremo avanti fregandocene di questi mezzucci”.

Presidente, le ricordo che l’ultima volta che a Roma cercarono di coinvolgere i responsabili (Conte II dopo lo sgambetto renziano) se ne sono andati a casa. Non per “tirare i pedi” o, più elegantemente, fare la Cassandra, ma la storia è storia.

Ed ha continuato: “Sette scappati di casa non possono pensare di potere condizionarci o di determinare una pressione esterna sul governo di qualunque tipo, richieste trasversali mandando messaggi che appartengono al peggiore dei linguaggi della comunicazione”.

Sono mancati 7-8 voti rispetto a quelli previsti. Sono stato eletto lo stesso ma il dato politico rimane perché alcuni deputati hanno pensato di compiere nei miei confronti quello che in gergo giudiziario si chiama atto di intimidazione. Una sorta di resa dei conti da parte di deputati che mi hanno fatto richieste irricevibili. Possono pensare questi 7 scappati di casa che un presidente che non è stato condizionato dalla mafia può essere condizionato da loro? Ho provato tanta amarezza, ma posso farmi condizionare da questi sciagurati? Assolutamente no, sono convinto che bisogna abbandonarli per strada questi disertori ricattatori che operano con la complicità del voto segreto. Ci vogliono ben altri ostacoli per me, per quello che vissuto e ho superato. Non saranno atti di viltà politica a condizionare le mie scelte, ho un impegno e andrò avanti fino all’ultimo”.

Conclusione “Musumeci non lascia, Musumeci raddoppia, Musumeci rilancia, perché sa di avere dalla sua parte la stragrande maggioranza dei siciliani al di là dei partiti”.

Musumeci è, peraltro, impegnato in questo momento a sostenere il Sindaco di Messina nella battaglia contro Roma per ottenere la deroga dai Green pass sui traghetti per e dal continente. Perché Roma debba prevedere quella deroga non è chiaro, ma la Sicilia, in quanto regione autonoma, è adusa a trattamenti particolari.

Do atto a Musumeci di non condividere il vizio tutto proprio dei politici al governo, centrale o locale poco importa, di nascondere lo sporco sotto il tappeto. Ed è raro in una coalizione, a cui fieramente appartiene, che ha fatto della compattezza granitica la propria bandiera, che i mal di pancia interni vengano riconosciuti come esistenti. La parola d’ordine è “non esistono”…”illazioni di certa stampa sinistrorsa”. Complimenti per la sincerità.

Detto questo non sarà facile rimpiazzarli. Loro hanno mandato un segnale. Le hanno chiesto attenzione. Lei risponde con un secco “non accetto ricatti fuori dalle ………scatole”. Se i responsabili, sempre presenti a parole, ma che al momento opportuno sistematicamente si defilano, li troverà accanto, pronti a sostenerla, auguri e giusta scelta. Se non accade e dovrà andare a Canossa a trattare coi malpancisti dopo tanta furia, l’alternativa elezioni anticipate, credo proprio che sarà dura, non impossibile ma dura sì e dovrà offrire molto più di quanto chiedevano. Gli insulti si pagano, finanche nella politica di oggi che non paga nulla a nessuno se non gli amici e gli amici degli amici.

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