Giovedì vertice del centrodestra da Berlusconi

S’incontreranno a Villa Grande, residenza romana di Berlusconi, per un pranzo prenatalizio

Gianvito Pugliese

In contemporanea con la cabina di regia per la stretta natalizia presieduta a Palazzo Chigi da Mario Draghi, Silvio Berlusconi avrà ospiti a pranzo a Villa Grande Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Si parlerà di tutto di più, dal Quirinale, alla manovra, ad alzare il limite di spesa con il denaro contante.

Il vertice è stato voluto da Matteo Salvini, che ha assoluta necessità di serrare le fila, accelerare i tempi e mantenere nelle mani il coordinamento del centrodestra. Se, per regola gli spetta di diritto, avendo in parlamento il maggior numero di presenze, in realtà è ormai inficiato dalla crescita dei consensi di Fratelli d’Italia. Il partito della Meloni ha l’1,6% di maggior consenso nell‘autorevole Super Media dei sondaggi (intensioni di voto) settimanali che You Trend elabora per l’altrettanto autorevole Agenzia Giornalistica Italia. Ed, infatti, se Salvini accelera, Meloni non diciamo frena, ma certamente rallenta. Più si rinviano le decisioni più il suo peso dovrebbe crescere. Ma andiamo alle manovre.

Un recente incontro tra Giorgia Meloni e Letizia Moratti, con annesso pranzo in un un ristorante in piazza nei pressi di Montecitorio, ha alimentato voci di candidatura della Moratti al Quirinale. Meloni smentisce: “Incontro segreto? Vicino Montecitorio? Non abbiamo parlato di Quirinale con Letizia Moratti, ci conosciamo da una vita. Non è che ogni volta che incontro qualcuno lo voglio candidare al Quirinale” e prosegue ” Dopo presidenti che vengono tutti dalla stessa cultura politica, mi piacerebbe avere un presidente che rappresenti la maggioranza di centrodestra. Se dovessi puntare cinque euro per me il prossimo presidente sarà un uomo. Io voto Berlusconi se conferma di volersi candidare, non deve guardarsi da Fratelli d’Italia”.

Infatti, è proprio la Meloni a chiedere “prima di parlare di Colle, chiudiamo sulla manovra. Tecnica di rinvio degli argomenti che pesano o necessità di assicurarsi, per lei che è all’opposizione, l’appoggio dei due alleati presenti in maggioranza ed in Cdm. Forse entrambe le cose, che non sono di certo incompatibili.

Quanto alla partita Quirinale, nel centrodestra c’è l’accordo (ufficioso) di sostenere la candidatura del leader di Forza Italia (mai formalizzata sottolinea Antonio Tajani). Al momento manca un piano B’, se fallisse il piano a, che non avrebbe i numeri, come sottolinea la Meloni in ogni intervista, che fare?

L’ipotesi Mario Draghi, che patriota o meno, in realtà piace alla Meloni, non trova d’accordo Berlusconi e Salvini che lo vogliono a Palazzo Chigi.

Ed è qui che riemerge Moratti, tra i nomi dei possibili candidati. Ma la candidatura di Moratti non ha senso in FI almeno fino a quando il Cavaliere non si ritira dalla corsa. Con grande imbarazzo della Meloni che sarebbe costretta, suo evidente malgrado a mostrare “fedeltà” a Berlusconi.

Ed è Salvini che corre in soccorso della Meloni a proposito dell’incontro “segreto” con la Moratti: “Si sono incontrate in un ristorante in piazza a Roma e, quindi, non mi sembra un incontro segreto. Se uno vuole fare un incontro segreto, non va a mangiare in piazza davanti a Montecitorio. Quindi, mi sembra che sia una montatura di panna” .

Pare, peraltro, che nella Lega serpeggi il timore che la Moratti, attualmente assessore al Welfare della Regione Lombardia (che include la potente sanità), aspirerebbe a candidarsi al posto del Presidente Attilio Fontana, ormai logorato dalla gestione del Covid e dagli scandali connessi. La Lega non ci sta a mollare la guida del suo principale feudo, la Regione Lombardia, e pensa a Garavaglia o Giorgetti come candidati nel 2023 quando si dovrà votare,

Non è escluso che durante il pranzo di giovedì i leader inizino a pensare e confrontarsi sulle candidature alle Amministrative di primavera.

C’è Palermo, dove Miccichè tifa per un accordo con Iv; Verona, dove la Lega è contraria alla ricandidatura del sindaco uscente Federico Sboarina, transitato da civico in FdI; Padova dove è palese la contesa tra Lega e FdI che vuole Elisabetta Gardini candidata sindaco; dulcis in fundo, si fa per dire, Como dove c’è lite accesa sulla ricandidatura del sindaco civico uscente Mario Landriscina.

Gli argomenti sono piuttosto amari e coriacei. Neanche sui tempi su cui decidere il “compattissimo” centrodestra è d’accordo, alle accelerazioni di Salvini si contrappongono le frenate della Meloni, speriamo almeno che il pranzo sia buono. E’ questa potrebbe essere l’unica cosa certa: Berlusconi, si sa, in casa ha ottimi cuochi, pardon, Cavaliere, chef.

Per commenti, precisazioni ed interventi potete utilizzare il “Lascia un commento” a piè dell’articolo, o scrivere alle e-mail  info@lavocenews.it della redazione o direttore@lavocenews.it, per seguirci su Facebook potete mettere cortesemente il “mi piace” sulla pagina La Voce News o iscrivervi al gruppo lavocenews.it grazie.