Da Bonomi a Von der Leyen, il fronte pro obbligo vaccinale

Si allarga ed aumenta il numero di chi ritiene maturi i tempi per introdurre l’obbligo vaccinale.

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Molti sono i virologi ed epidemiologi che hanno affermato che con un maggior numero di vaccinati la quarta ondata si sarebbe potuta evitare. E questo vale tanto per i Paesi come l’Italia, dove si registra una crescita dell’infezione, comunque sotto un certo controllo, sia per quei Paesi, anche europei, dove la pandemia cresce a livelli esponenziali. Da ultimo abbiamo sentito Bassetti esprimere queste convinzioni. Ci piaccia o no, il recente rapporto di uno a dodici tra vaccinati e non in terapia intensiva, conferma che queste considerazioni non sono opinabili.

Ovviamente la scienza si ferma lì, da indicazioni e dati scientifici, alla politica ed alla società civile spetta tirare le conclusioni. E le conclusioni portano a prendere in seria considerazione l’obbligo vaccinale, già adottato in diversi Paesi.

Sono in molti, ormai, quelli che considerano il green pass, super o normale che sia, scarsamente idoneo a spingere sull’acceleratore della campagna vaccinale come sarebbe necessario alla luce del crescente numero di contagi.

Che il Covid susciti paura è naturale, e basta una piccola notizia per creare il panico, anche nei mercati finanziari, che da ultimo sono precipitati alla notizia della variante Omicron, all’epoca ancora senza nome e definita sudafricana. Se è un nuovo flagello, ma sembra sia solo più contagiosa della delta, ma con minori effetti negativi sull’organismo, la risposta scientifica arriverà a breve. Nel frattempo, ed in attesa dell’ennesima lettera greca per battezzare la prossima variante neonata, cresce il numero di quelli che pensano all’obbligo vaccinale non più come ad una eresia, ma come una necessità per combattere efficacemente questa maledetta sciagura che ha colpito il mondo.

Così il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi: “Così come è strutturato oggi, il super green pass non ci convince molto, perché più metti delle particolarità all’interno dell’applicazione più diventa difficile applicarlo. Quindi, credo che bisogna prendere atto che c’è una recrudescenza dei numeri e andare verso un obbligo vaccinale”, Bonomi da atto delle difficoltà ad introdurlo, ma non le ritiene sufficienti a farne a meno.

Sull’obbligo interviene la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen: “Fino a due o tre anni fa non lo avrei mai pensato ma è tempo di discutere sull’obbligo vaccinale”. Ed a proposito della variazione Omicron: ” Gli scienziati dicono di non saperne abbastanza. Servono due o tre settimane, che in pandemia sono un’eternità. Per questo la raccomandazione è vaccinatevi. Speriamo per il meglio, ma prepariamoci al peggio”.

Permetteteci di esprimere un fondato timore sulla capacità della politica del nostro Paese di reagire sensatamente, utilizzando quegli strumenti che pur indispensabili, possono apparire poco popolari. Il Paese nel suo complesso finora ha reagito bene al Covid. Merito degli italiani, anzitutto, e dei loro sacrifici, ma anche di decisioni tempestive. Resta il fatto che il Covid, piaccia o no, è una vera e propria guerra e quando si combatte una guerra non si possono ammettere tentennamenti e defezioni. Finora non abbiamo mai visto i partiti compatti nel combatterla, Finanche indossare o meno la mascherina diveniva occasione di esibizione muscolare.

C’è ancora chi, per meschini calcoli elettorali, liscia il pelo ai no-vax. Difficile quindi aspettarsi quell’unanimità in una decisione del genere, che sarebbe auspicabile in un Paese “serio” guidato da gente “responsabile”.

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