Sei giornalisti arrestati ad Hong Kong

Sono tutti della testata online Stand News., accusati di “pubblicazione sediziosa”. In foto di copertina l’arresto del direttore Patrick Lam

Gianvito Pugliese

Se qualcuno ha mai nutrito un qualche dubbio sul fatto che la governatrice di Hong Kong, Carrie Lam fosse solo un pupazzetto ventriloquo del leader cinese Xi Jinping e del suo governo, dovrebbe essere bastato a fugarlo lo svolgimento delle elezioni “dei soli patrioti” (definizione coniata dalla stessa Lam) del 19 dicembre dove, messi al bando i partiti pro democrazia, con dirigenti arrestati e sotto processo, si è votato per i soli amici della Lam e dei cinesi. L’astensione ha stravinto: meno del 30% degli aventi diritto al voto è andata ai seggi.

Ora l’ennesima, quanto inutile, conferma di come la Regione  amministrativa speciale della Cina di Hong Kong intenda la democrazia, i diritti all’informazione e la libertà di stampa.

Le autorità di Hong Kong hanno ordinato l’arresto oggi di sei giornalisti della testata locale online Stand News. L’accusa è di “pubblicazione sediziosa”.

Più di 200 poliziotti in uniforme e in borghese hanno partecipato alla perquisizione dell’ufficio del giornale nel distretto di Kwun Tong. Ne da notizia, con orgoglioso tono di vanto, la stessa Polizia dell’ex colonia britannica.

Un reporter dell’agenzia AFP riferisce di aver visto il direttore di Stand News, Patrick Lam, portato in manette nell’edificio dove ha sede la testata.

E’ il secondo giornale di Hong Kong assaltato dalla polizia di sicurezza nazionale. Il primo è stato Apple Daily, che ha dovuto cessare le pubblicazioni a giugno. avendo le autorità congelato i beni in forza di una legge di sicurezza nazionale imposta da Pechino per reprimere il dissenso. 

La pop star locale Denise Ho, già componente dimissionaria del consiglio di amministrazione di Stand News è pure stata arrestata, nonostante non facesse più parte della testata. Ne da notizia la sua pagina Facebook.

Poco prima dell’alba, Stand News ha diffuso tramite una diretta su Facebook le immagini della polizia di sicurezza nazionale dinanzi alla porta del viceredattore Ronson Chan. I poliziotti hanno detto a Chan di essere in possesso di un mandato del tribunale per indagare sulla “cospirazione per pubblicazioni sediziose”. Hanno poi diffidato Chan dal continuare a filmare.

Chan, che è anche presidente dell’Associazione dei giornalisti di Hong Kong, non è tra gli arrestati.

Sono finiti in manette l’avvocato ed ex legislatrice pro-democrazia Margaret Ng e l’ex caporedattore di Stand News, Chung Pui-kuen. Oltre ai sei giornalisti in servizio.

La testata online di notizie Stand News cessa le operazioni.” Lo si legge in una nota diffusa, che così prosegue:” a poche ore dal raid della polizia negli uffici del medium e all’arresto di sei suoi giornalisti per “pubblicazione sediziosa”. Il direttore responsabile, Patrick Lam, ha rassegnato le dimissioni e tutti i dipendenti sono stati licenziati. Il sito internet e i profili social di Stand News non saranno più aggiornati e verranno presto chiusi“.

Ai Colleghi, per quanto vale, tutta la nostra (mia e di tutta la redazione) solidarietà. Alla governatrice fantoccio e a chi tira le fila della marionetta il nostro disprezzo e disgusto.

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