La società del gasdotto Nord Stream 2 fallita

Fatali le sanzioni alla Russia. L’annunzio alla Tv Svizzera.

Gianvito Pugliese

Nord Stream 2, la società titolare del gasdotto costato oltre 11 miliardi alla Gasprom, azienda energetica russa parzialmente controllata dallo Stato, con sede nel grattacielo Lachta-centr di San Pietroburgo, che avrebbe dovuto portare il gas russo in Europa attraversando il Mar Baltico, ha formalmente dichiarato fallimento.
Lo ha annunciato alla tv svizzera, la responsabile economica del cantone svizzero di Zug, dove ha sede Nord Stream.

Le autorità cantonali sono state informate oggi che l’azienda non è in grado di proseguire l’attività e pertanto dichiara fallimento.

Il capo dell’ufficio degli affari economici e lavoro oggi era in sede ed è stato informato in dettaglio della situazione” ha dichiato Silvia Thalmann-Gut.
Centosei dipendenti – l’intera forza lavoro svizzera dell’azienda – hanno già ricevuto le lettere di licenziamento,

Thalmann-Gut, ha spiegato che il fallimento è dovuto alle sanzioni Usa. Il 23 febbraio, infatti. il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti con un ordine esecutivo ha sancito la chiusura, entro il 2 marzo “di ogni transazione che coinvolge Nord Stream 2 AG o qualsiasi entità in cui Nord Stream 2 AG possiede, direttamente o indirettamente, una partecipazione di almeno 50%”.

Un oligarca sta piangendo, quando piangerà Putin?

Per interventi utilizzare il “Lascia un commento” o scrivere alle e-mail info@lavocenews.it o direttore@lavocenews.it. Per seguirci su Facebook potete mettere il “mi piace” sulla pagina La Voce News o iscrivervi al gruppo lavocenews.it. Grazie.