La Norvegia e l’Ocean Viking
Due delle quattro navi cariche di immigrati-naufraghi dirottate verso il porto di Catania battono bandiera norvegese, la Geo Barents e la Ocean Viking. Il nostro corrispondente da quel Paese ci spiega le reazioni a quello che in Italia è l’argomento del giorno
Dal nostro corrispondente O.G.S.
Qui in Norvegia della Ocean Viking (in copertina) non c’è quasi traccia nei notiziari principali. Il fatto è che l’argomento è divisivo anche a queste latitudini.
L’attuale Governo “di sinistra” è una coalizione, abbastanza eterogenea, di numerosi partiti. che include una sostanziosa componente “centrista”, che pende a sinistra, solo in nome di una sana alternanza dopo un lungo periodo di “destra”. La “destra” norvegese ha tre componenti che potremmo definire: liberale, conservatrice e populista; laddove quella populista è simile alla nostra mentre, quella conservatrice differisce dalla Meloni solo per gli aspetti “sociali” e, ovviamente, per l’assenza di un passato discutibile. Il problema immigrazione clandestina è controverso, e la Norvegia di suo limita moltissimo gli arrivi, favorita dalla distanza e soprattutto dalla possibilità di “scegliere” i propri migranti, cosa che a sua volta genera molte critiche.
Quel poco che si legge sui fatti di casa nostra (ndr. italiani), circa le navi delle ONG, è estremamente asettico e oggettivo e tende soprattutto a porre in risalto le responsabilità della EU (di cui qui sono abbastanza critici, anche se mantengono uno stretto rapporto e sono convintamente dentro Shengen) che non appare capace di prendere il problema in mano.
In genere si nota come il diritto internazionale sia inequivocabile, ma nel contempo sia anche stato codificato PRIMA dell’emergenza attuale, e come questa dovrebbe portare ad una nuova legiferazione, la cui responsabilità sarebbe appunto da attribuire alla EU.
In sostanza qui si preferisce “guardare dall’altra parte” e continuare a scegliersi gli immigrati da integrare.
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