Vite spezzate

Immagini dure di qualcosa che non vorremmo si ripetesse più, ma……..

Maria Catalano Fiore

versi di Domenico Berardi

Ogni anno il 27 gennaio ci commuoviamo per questo genocidio che ha strappato alla vita uomini, donne, bambini di ogni età e classe sociale, ma non ci rendiamo conto che questo è stato solo uno dei tanti genocidi che l’uomo ha perpetrato e continua a perpetrare anno per anno, giorno per giorno.

Ormai sono immagini che vediamo tutti i giorni in ogni zona del mondo, ma……non ci facciamo più caso……..anche le immagini crude di filmati o ricostruzioni ci commuovono solo un attimo. Ma davvero siamo diventati così duri, dal cuore di pietra e non ce la sentiamo di giudicare?

La Storia non ci ha insegnato proprio niente, interi popoli e nazioni sono sparite e a stento vengono citate al popolo o a scuola.

VITE SPEZZATE

E’ l’alba di un nuovo giorno che muore.

Raffiche di vento gelido lacerano la neve.

Un esercito di foglie morte marce

lungo l’orlo della strada; sembra

voler nascondere la terra e il suo dolore.

Corpi ammassati infreddoliti,

dai visi scarni, rigati di pianto,

osservano nell’ora ultima le ciminiere e il fumo che sale.

Sale nel cielo il grido disperato e silenzioso di bimbetti indifesi.

L’amore tenero di donne e mamme disperate.

La dignità spezzata di uomini e padri.

Ah, quante amare lacrime su questa Terra

per ciò che gli uomini hanno fatto e

fanno agli altri uomini!

Domenico Berardi dir. ris.

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