Donne e Uomini di Puglia

Storie e curiosità dei figli della nostra amata regione. Nella foto di copertina la maestosa cattedrale della città di Trani

Cinzia Montedoro

Chi lavora con le mani è un operaio, chi lavora con le mani e la testa è un artigiano, chi lavora con le mani, la testa e il cuore è un artista.”

 Francesco D’Assisi

L’anima del mondo è affidata ad artisti che con la loro creatività riescono a leggere e plasmare il Bello. Gli occhi e le mani di queste Donne e Uomini materializzano idee che solo l’anima più’ sensibile sa forgiare. La nostra amata terra di Puglia, accoglie  grandi talenti, immensi artisti, come quelli che vi presentiamo : Silvia Tolomeo e Luigi Guacci. Care lettrici e lettori de lavocenews.it buona lettura.

La creatività dell’artista Silvia Tolomeo

Perfettamente imperfetta, esterna l’anima del soggetto e lo adagia sulla tela

La Puglia nel sangue l’ha sempre avuta e con essa la sua freschezza, il suo istinto creativo la contraddistingue per quella ricerca personale che delinea amabilmente una definizione stilista unica e rara. In un sistema che va sempre più’ omologandosi l’artista Silvia Tolomeo, attraverso le sue opere reinterpreta e consolida l’urgente necessità d’essere non imitazione della realtà ma espressione dell’anima. L’ora più bella? L’ora che definisce blu, il momento in cui attraverso i colori del cielo e del mare, della sua amata Trani, la stessa Tolomeo coglie fonte d’ispirazione.

Silvia Tolomeo

Poliedrica e straordinariamente creativa, la Tolomeo definisce l’arte come  libertà dell’animo. Artista di pregio, ha partecipato a personali e collettive in Italia e all’estero, inserita tra i migliori artisti internazionali, attualmente in mostra perenne in Grecia. Le sue opere sono ricercate per la particolarità con cui sono eseguite, un unico pennello e i colori mescolati direttamente sulla tela, senza alcun uso di diluenti chimici, ma solo olio d’oliva.

Diverse le  mostre tenute negli ultimi anni nelle città di Bisceglie e Trani (Artissima, Sinfonie d’autunno, Rosa scarlatto solo per citarne alcune), di recente nella  prestigiosa cornice di Palazzo Zenobio a Venezia, per “Lo stato dell’arte ai tempi della 58 esima Biennale di Venezia”, a cura dallo storico e critico dell’arte internazionale professor Giorgio Gregorio Grasso, la stessa Tolomeo ha esposto una delle sue opere, riscuotendo grande consenso di pubblico e critica.

Silvia Tolomeo a Trani

Trai suoi elaborati  artistici,  che prevedono anche  l’utilizzo del legno, le  famose “Graste”, simbolo di un’antica leggenda siciliana, un’abbraccio tra la cultura storica e pittura, mezzi  per raccontare l’arte e far rivivere come in una fiaba il passato di una civiltà incredibile come quella siciliana degli antichi splendori.

Silvia Tolomeo durante la mostra “Artissima

Prossimamente Silvia Tolomeo sarà presente con una nuova esposizione artistica “Pennelli & Parole” presente a Trani dal 18 al 23  agosto 2020 presso  palazzo Palmieri, con ingresso libero.

Il maestro scultore e cartapestaio leccese: Luigi Guacci

Lecce città considerata la capitale del Barocco, tanti gli artisti che con originalità ed eleganza hanno contribuito alla crescita di un modello d’arte unico e inimitabile.  Tra i numerosi artisti vorremmo ricordare il maestro scultore e cartapestaio Luigi Guacci (Lecce 1871-1934).

Luigi Guacci

Guacci frequentò la scuola comunale di disegno, dove studiò e imparò l’arte della pittura sotto la guida dei conterranei Raffaele Maccagnani e Vincenzo Conte, apprende dal neretino Giuseppe De Cupertinis l’arte dell’intaglio, in particolare del legno. Nel 1888 vinse una borsa di studio bandita dall’amministrazione provinciale di Lecce e si recò a Roma dove frequentò l’Accademia di belle arti. Intorno  al 1898-99 il maestro  tornò a Lecce,   sentì il bisogno di dar vita ad una sua idea: quella di unire tutti i laboratori della cartapesta in un unica organizzazione cooperativa con la stessa direzione artistica (famose le bambole). Anni dopo espose le sue bambole a Venezia, a Tripoli e a Milano nel 1929, vincendo il Concorso del Giocattolo Italiano.

Bambola Guacci

Realizza notevoli opere in bronzo, in marmo e in gesso, come il monumento al vescovo Luigi Zola nella Cattedrale, la colonna e la statua dell’Assunta a Trepuzzi, il monumento in onore della Madonna di Montevergine, presso l’omonimo santuario non lontano da Palmariggi e il busto di Giosuè Carducci, oggi nella piazzetta dell’ex convitto Palmieri.Ben presto diviene uno degli artisti salentini più richiesti dalla committenza, soprattutto da parte di aristocratici e ricchi borghesi.

Nel 1897, il suo grande stabilimento al Villino Liguori, versione industriale dell’artigianale bottega, in cui presto vi si raccolsero, per lavorare sotto la sua direzione artistica, oltre ottanta cartapestai discepoli e capogiovani delle botteghe più accreditate del tempo. Guacci insegnò la realizzazione, la modellatura e la decorazione di statue sacre, ma anche di bambole in cartapesta con occhi in pasta vitrea, che furono esportate in Europa e in America. Guacci viene insignito nel 1913 dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro, mentre nel 1915 entra a far parte del consiglio di amministrazione della prestigiosa Regia Scuola Artistica Industriale di Lecce.

Stringe amicizia e collabora con altri artisti del tempo, in particolare con Agesilao Flora il quale ne sposa la sorella Anna. Luigi Guacci, maestro di numerosi scultori, artisti e cartapestai come Pietro Indino, Gabriele Capoccia, Vincenzo Conte e Pasquale Zilli, si spegne a Lecce, il 12 gennaio del 1934, mentre lo stabilimento da lui creato ha operato fin verso la fine degli anni 40. Tre giorni dopo nel suo necrologio si poté leggere “Luigi Guacci fece dell’arte lo scopo della sua esistenza. Spinto dall’amore per la sua Lecce e dal desiderio nobilissimo di far conoscere l’innata tendenza dei suoi abitanti, egli scultore, volle incoraggiare una arte che è tutta nostra”.

Per commenti, precisazioni ed interventi potete utilizzare i “contatti”, o scrivere alle e-mail  info@lavocenews.it della redazione o direttore@lavocenews.it, grazie.