Alba De Céspedes, una gran donna a Bari

Chi è questa Signora realmente interessante che ha vissuto a Bari in un periodo particolare e non solo, ma ha occupato un ruolo importante

Maria Catalano Fiore

Il 14 novembre 1997 ci lasciava una grande donna, scrittrice, giornalista poetessa e partigiana, autrice anche di testi per il cinema, il teatro e la televisione.

Ma perché Bari? Vediamo…

Alba Carla Lauritai de Céspedes y Bertini (Roma 1911-Parigi 1997) di madre romana (Laura Bertini Alessandrini), mentre il padre era Carlos Manuel de Céspedes y Quesada, dal 1911 ambasciatore Cubano a Roma e nel 1933 presidente Cubano per alcuni mesi, il nonno Carlos Manuel era stato il primo Presidente eletto nell’isola caraibica, ucciso dai militari colonialisti spagnoli nel 1874.

Alba quindi proveniva da una famigli benestante e politicamente impegnata in senso progressista ed antifascista. Parlava e scriveva in diverse lingue. Aveva varie abitazioni, in affitto, all’Avana, a Parigi, a Roma e una enorme biblioteca. Per ottenere la cittadinanza italiana si sposò, nel 1926, a soli 15 anni, con il nobile romano Giuseppe Antamoro dal quale, nel 1928 ebbe il suo unico figlio Giuseppe.

Si risposò 20 anni dopo con un diplomatico italiano che seguì nelle sue varie sedi di lavoro tra cui Washington e Mosca. Una sua aggiornatissima biografia è stata stampata nel 2011, anno del suo centenario, nella collana i “Meridiani” di Arnoldo Mondadori Editori.

Alba pubblica la sua prima raccolta di poesie e racconti brevi a 24 anni, nel 1935. Il suo primo romanzo è dl 1938 “Nessuno Torna indietro”, pubblicato da Mondadori.

Ad Arnoldo la legava una solida amicizia e l’editore in diverse situazioni ha fatto da cuscinetto al suo carattere determinato e talvolta spigoloso e difendendola contro il regime che tendeva a censurare i suoi scritti. Nel 1940 “Nessuno torna indietro” diventa un best seller internazionale.

Alba partigiana in prima fila

Nel 1943 è a Bari, dove pubblica i racconti “Fuga” e lavora con Radio Bari, parallelamente come copertura alla sua attività di partigiana. Accolta da Don Armando e Donna Rosa di Napoli, poi signora Scaturchio, i mitici proprietari del Bar Galleria “Il Sottano” insieme ad altri (molti artisti si erano rifugiati a Bari, tra cui l’ebreo Arnoldo Foà), prestava la sua voce radiofonica con lo pseudonimo di “ Clorinda“.

Uno scritto esaustivo di questo suo periodo barese è quello di Laura De Crescenzio:” La necessità della scrittura: Alba De Céspedes tra Radio Bari e “Mercurio” stilo , Bari 2015

Una foto di Alba dalle teche Rai

Un periodo molto intenso per la sua vita, sino alla chiusura coatta di “Radio Bari” che era diventata la voce più importante in tutto il bacino del Mediterraneo. Sempre a Bari fonda la rivista “Mercurio” e ne stampa i primi numeri con le firme di Alberto Moravia, Ernest Heminguay, Massimo Bontempelli, Sibilla Aleramo.

A corredare i testi erano i disegni di Mino Maccari, Toti Scialoja e Renzo Vespignani, frequentatori del mitico “Sottano” fucina d’arte indiscussa. Le sue frequentazioni letterarie si sono man mano allargate con Maria Bellonci, Elio Vittorini, Vittoriano Brancari, Aldo Palazzeschi.

Alba seduta accanto ad Antonioni, sceneggiatrice di alcuni dei suoi film.

Suo caro amico anche Italo Calvino (italo-cubano come lei) con il quale collaborò a vari progetti politici e letterari.

Lunghissima la sua particolare carriera, l’ultimo suo racconto è stato da lei scritto nel ventennio 1980-90 con il titolo “Con grande amore” dedicato a Fidel Castro ed alla rivoluzione cubana.

Dopo la sua morte, nel 2001 Mondadori pubblica un importante catalogo biografico in occasione di una grande mostra tenuta in suo onore al Palazzo delle Esposizioni all’EUR. Nel 2011,in occasione del centenario della sua nascita è stata ricordata in diversi paesi del mondo, persino a Cuba.

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