Agente penitenziario in servizio a Turi si suicida.

Una morte che non può essere lasciata correre come nulla fosse.

GP

La stupidità e la malvagità umana può essere omicida. L’istigazione al suicidio non è che sia moralmente diversa. Giuridicamente certamente lo è, ma il bullismo che porta un uomo a suicidarsi è quasi peggio di un omicidio, perchè quest’ultimo può essere frutto dell’impeto di un attimo. il bullismo e la persecuzione nei confronti di qualcuno è un delitto che si commette scientemente, ripetutamente e vigliaccamente, incuranti delle conseguenze sulla povera vittima.

Quando poi gli autori della persecuzione sono agenti penitenziari e la vittima un loro collega, abbiamo il dovere di chiederci e di chiedere alle autorità preposte come gentaglia del genere possa gestire un carcere, come si comportano nel quotidiano con i detenuti che avrebbero il dovere di cercare di recuperare, proprio loro che sono decisamente irrecuperabili.

In quasi 15 anni di umiliazioni subite, ha sempre rifiutato l’etichetta di omosessuale, ma era questo l’argomento principale con il quale alcuni suoi colleghi lo tormentavano“. Sono le parole dell’ avvocato Antonio La Scala, presidente e fondatore dell’associazione ‘Gens Nova’, alla quale era associato l’agente penitenziario che si è suicidato la notte tra il 17 e il 18 febbraio rivolgendo verso di sé la pistola di ordinanza.

L’agente nativo di Bitritto (Bari), aveva 56 anni, ed era in servizio nel carcere di massima sicurezza di Turi. Viveva con i genitori ed accudiva il padre malato. Al momento del suicidio non era in servizio usufruendo della cosiddetta legge 104, che gli permetteva di assentarsi dal lavoro per accudire un genitore infermo. Aveva anche chiesto un’aspettativa.

Le continue umiliazioni e minacce l’hanno piegato ed ha perso quanto di più sacro c’è al mondo la vita, che quattro o più animali feroci (e chiedo scusa alle bestie che non meritano l’equiparazione) hanno reso un inferno. Dal sindacato della Polizia penitenziaria solo un freddo annunzio, complimenti per la sensibilità.

Dersidero, a nome di tutta la redazione de Lavocenews,it, esprimere ai genitori del  defunto le più sentite e calorose condoglianze, ma chiedere con forza alle Autorità preposte alla vigilanza quali provvedimenti siano stati presi per identificare e perseguire gli autori di tanta vigliacca attività persecutoria. Inutile aggiungere che si tratta di soggetti che non possono essere mantenuti in servizio. E’ in ballo la civiltà del nostro Stato.

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