Addio a Mario Lanfranchi

Apprendiamo solo ora che il gg. 3 gennaio è morto il regista Mario Lanfranchi, grande regista poliedrico con il grande merito di aver portato la lirica in televisione.

Maria Catalano Fiore

Mario Lanfranchi è stato un regista di cinema, teatro e televisione, sceneggiatore, produttore e collezionista d’Arte e di levrieri e cavalli.

Nato a Parma il 30 giugno del 1927 li è deceduto il 3 gennaio 2022. Sin da piccolo, vivendo nella cinquecentesca villa di famiglia, respira in casa aria di teatro e di musica, tenuto a battesimo da un tenore ed una soprano assai noti all’epoca.

Il padre Guido (1895-1957) è stato Sovrintendente del Teatro Regio di Parma, poi direttore de “Il Tempo” di Milano che formò la testata de “Il Sole 24 ore. Dopo il diploma all’Accademia dei filodrammatici di Milano, contrastato dal padre, si laurea in giurisprudenza a Milano, dove viveva con amici sin dal 1944. Dopo diverse regie prima per la compagnia di Lilla Brignone, poi d’opera presso il Teatro Morlacchi di Perugia, nei primi anni 50 viene chiamato in Rai, agli albori della Tv italiana.

Casa Lanfranchi

Ha girato molto, ma ha sempre vissuto stabilmente solo nell’antica villa di famiglia di Santa Maria del Piano, in provincia di Parma. dove aveva i suoi gioielli: è stato infatti un grande proprietario e collezionista di una delle più importanti collezioni private d’Arte italiana (poi venduta all’asta) e oltre a collezioni di vario genere, anche proprietario di note scuderie di levrieri e di cavalli da trotto e da galoppo.

Anna Moffo in Butterfly

Fu il primo a portare l’opera sul piccolo schermo, nel 1958 con “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini, che rivelò al grande pubblico Anna Moffo, allora giovane e sconosciuta soprano statunitense.

Il pubblico gradì molto, questa ed altre esibizioni che resero famose le varie soprano come attrici o come le signorine buonasera.

Anna Moffo nella “Tosca”

In poco più di 5 anni diresse e portò in Tv una quarantina di opere. Anna Moffo era alta giunonica, bellissima, ovviamente nel 1959 divenne, l’anno seguente al suo debutto anche sua moglie. Prima della Moffo aveva convissuto, a Milano con Renata Tebaldi e Virginia Zeani.

La Moffo nella Traviata

Un buon matrimonio con una casa aperta ad Umberto Eco, Furio Colombo, Luciano Berio, ma anche una solida amicizia personale che lo legava anche a noti personaggi della musica leggera come Jonny Dorelli, Gorni Kramer, Alberto Rabagliati ed al tenore Giuseppe di Stefano.

Molti gli incarichi anche teatrali importanti, nel 1960 abbandona la Rai e si trasferisce a Roma, città più comoda per i vari spostamenti suoi e della moglie.

I coniugi Lanfranchi in aeroporto a Roma.

Con la Rai continua a collaborare, ad esempio ideando, dirigendo e producendo la serie “TuttoTotò” o le varie serate di “Anna Moffo Show” in cui la cantante era mattatrice e padrona di casa. Nel 1964 consacrò Mina a “Studio 1”. Per la Rai realizzò anche molti “Caroselli”.

Il trasferimento a Roma non era dettato solo da ragioni logistiche, ma anche dal desiderio di lavorare nel Cinema dove si era affacciato anche il filone “Western all’Italiana” e nel 1967 uscì il suo “Sentenza di Morte”.

Ma questa vita errabonda e la distanza mina la coppia che divorziò nel 1974.

I suoi film, già successi al botteghino, diventeranno anni dopo dei veri e propri Cult o addirittura Stracult come la serie dei vari Django.


Una lunga serie di Film considerati all’epoca di serie B.

Ultimo suo Film, nel 1981, “Venezia, carnevale, un amore” interpretato da Rudolph Nureyev, Peter Ustinov, Carla Fracci e Charles Aznavour, ha una storia originale, non nata per il cinema, poi diventò un vero film per insistenza della Fondazione Venezia Nostra nel quadro della campagna internazionale dell’ UNESCO per la salvaguardia di Venezia.

Nureyev a Venezia

Il film passato poco in Italia, diventò un vero successo all’estero, un musical girato a Venezia.

Dopo questa esperienza si trasferisce a Londra per seguire la produzione di grandi Musical come “Lust” e ” Chitty Chitty Bang Bang” o di altri testi teatrali.

Rietrato definitivamente in Italia nel 2005, si ritira nella sua magnifica villa dove diede vita ad eventi “Villa Lanfranchi Apre i Cancelli”, ad ingresso gratuito, dove propone spettacoli misti, fusioni a cui presero parte tanti artisti amici, da lui ospitati volentieri.

Dopo la morte di Anna Moffo, che si era risposata con Robert Sarnoff dirigente RCA nel1974, vedova nel 1997; non avendo eredi diretti, decide di vendere le sue collezioni d’Arte all’asta ed investire direttamente quei fondi per studi e studenti teatrali e di musica.

Il 1 febbraio del 2018 è stato presentato al “Cinema Edison” di Parma il documentario “La ragionevole follia” che tratta della vita e delle opere del maestro. R.I.P.

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