Un ricordo

Il 23 novembre 1980 per molti è una data indelebile, nella memoria e nel cuore.

Maria Catalano Fiore

Ci sono ferite che non si rimarginano, non sono rimarginabili. Poche parole dedicate ad un uomo che quel 23 novembre 1980 ha visto svanire tutto il lavoro di una vita, impietrito. Quel giorno…

23 novembre 1980 ore 19,34.

Una delle tante, troppe, lapidi

RIALZATI NONNO

Rialzati nonno,

No figlia.

Rialzati nonno,

Perché figlia?

Rialzati nonno,

No, non c’è più motivo.

Rialzati nonno,

No, forse non comprendi…

Ma dai rialzati,

Non comprendi, non c’è più niente…

Si potrà ricostruire?

Forse, ma anche la grande quercia è crollata…come tutto…

Nessuna costruzione, il vigneto, i campi seminati, il frutteto,

stalle e animali, sono stati risparmiati

Forza nonno,

Qui vivevano cinque famiglie…

ora tutti dovranno andare via, cercare dove vivere …

per continuare a vivere.

Ma ci riprenderemo?

Non so, qui c’è solo uno spettacolo di morte.

Questo giorno lo ricorderemo come…LA FINE!

Un’immagine vale più delle parole

Dedicato a tutti quelli che quel giorno hanno perso le loro case, i loro cari, le loro attività, il lavoro e…sono andati via…o si sono arresi davanti a questa ultima grande prova della vita, come mio nonno, Antonio Musacchio, una roccia…improvvisamente franata.

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