Stop violenza e vessazioni sulle donne

Essere donne diventa sempre più difficile, sembra un paradosso, ma invece è un immenso regresso

Maria Catalano Fiore

Essere donna oggi? E’ una roulette russa, si può vivere, o no.

Si può essere donne da carta patinata, dal corpo trasformato solo per per piacere a determinati uomini, ma non si può essere donne vere, reali.

Le donne vere sono le madri, le mogli, le compagne, le figlie, tutte coloro che hanno un cervello e lo usano per lavorare, per realizzarsi, per pensare e per mandare avanti la famiglia sempre e comunque.

Ma non è detto che piegare la testa, un attimo, per quieto vivere o sopravvivere in situazioni d’indigenza, autorizzi un piccolo uomo incapace ad ammazzare!! Ammazzare e non essere neppure punito o giudicato; nei casi peggiori un breve periodo di carcere e l’espressione “Se l’è cercata”.

Cosa ha cercato? Di sopperire alle tue mancanze uomo? Di lavorare e di esporsi al rischio, mentre tu eri in lookdown buttato sul divano in piena crisi esistenziale, senza pensare alla famiglia, alle bollette, fitto o altro…..? Cosa ha cercato? una parvenza di dignità? Ha giustificato un amore malato e cosa ne ha ricavato? Un bel palmo di terra sulla sua giovane vita spezzata, o su quella dei suoi figli……

Scarpe, panchine rosse, si può ripetere questo rituale, ma senza provvedimenti e una rieducazione morale non si metterà mai fine a questa vera mattanza che si ripete giorno per giorno.

Aldilà della mattanza, perché non parlare delle costrizioni o pressioni psicologiche? IO sono l’uomo; IO porto i pantaloni; IO comando; IO IO IO sembrano sciocchezze, ma non lo sono, il MASCHIO ALFA che deve primeggiare sempre e comunque, storia che sembrava “sopita” tra metà degli anni 70 al 2000, ma che il nuovo secolo ha fanno esplodere come e più di una bomba. Possiamo esporre tutte le scarpe rosse del mondo, che tra l’altro nella perversione maschile sono un segno di libidine e non di sangue, possiamo dipingere di rosso tutte le panchine del mondo, ma non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi per non vedere quello che ci circonda, l’Islam che avanza, le nostre stesse donne che stanno dalla loro parte per la “Causa”….ma quale Causa? L’aggiornamento di ieri riportava che in Afghanistan ormai le, poche, giornaliste rimaste nei notiziari portano tutte d’obbligo il velo, anche le corrispondenti dall’estero.

Le attrici poi…..

Ecco la regista Afghana Sahraa Karimi, regista e presidente dell’Afhanistan Film Organization dal 2019, anche lei con il velo che confessa che per le attrici non ci sono più ruoli, neppure per le Fiction televisive. Le attrici sono state completamente bandite in base alle nuove regole imposte dal governo talebano. Sono stati banditi film e persino quelli di intrattenimento. Non esistono più film stranieri.

Quindi vogliamo farci ammazzare o vogliamo regredire sino a scomparire? Ma per fare le sguattere, le concubine o per mettere figli al mondo, ovviamente maschi, dobbiamo esserci. come dobbiamo esserci per fare da valvola di sfogo a qualsiasi istinto. E non definiamolo istinto animalesco, il maschio di ogni specie difende la sua femmina, la conquista e difende i suoi piccoli sino a che non possono diventare indipendenti.

Molto esplicativa questa foto esplicativa del nostro amico fotografo Michele Lotito

E’ vero che dal 2016 la Polizia ha attivato una campagna “Questo non è amore” che si occupa di tante violenze in genere, ma non è sufficiente. Bisogna educare e prevenire quella fascia sensibile che rappresenta l’adolescenza, riscoprendo senso civico e quei valori che plasmeranno il domani di ogni cittadino.

Quest’anno è stato pubblicato anche un opuscolo che affronta il tema della violenza di genere indicando le articolazioni della Polizia di Stato specialiste nel settore al fine di poter prevenire e contrastare i delitti di violenza contro le donne e dando nel contempo indicazioni utili per riconoscere da subito i segnali di un rapporto pericoloso e come comportarsi.

Tali opuscoli verranno distribuiti a partire dalle scuole medie ed oltre gradualmente e se i docenti lo permetteranno spiegando il problema ormai grave.

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