Ora a casa faccio io la maestra e le mie bambole sono la mia classe!

Quando una favola semplice, racconta le regole da rispettare ai tempi del Coronavirus

Cinzia Montedoro

I bambini sanno essere più saggi di molti adulti, alcuni di questi ultimi dovrebbero prendere ad esempio lo sforzo che i piccoli stanno facendo in questo momento storico; restare a casa è un privilegio rispetto a coloro che lavorano mettendo a rischio la loro incolumità come medici, infermieri, addetti alle vendite, solo per citarne alcuni.
Restare a casa è un gesto di responsabilità per noi tutti, lo sanno bene anche i genitori che hanno cambiato da un momento all’altro il loro condividere il tempo con i propri bambini: se prima la priorità era accompagnare i ragazzi a scuola, riprenderli, aiutarli nei compiti, adesso la parola d’ordine è non annoiarsi ma soprattutto evitare l’abuso di cellulari come strumento di gioco. Cosa fare quindi?
Giorni prima del pit stop , molti docenti hanno spiegato efficacemente in classe ai bambini cosa stesse accadendo nel mondo attraverso parole semplici, disegni e immagini, usando anche l’aiuto di strumenti come “Laila e il coronavirus”, personaggio creato dalla triestina Nicole Vascotto e pubblicato sulla pagina Facebook della casa editrice “Scienza Express“, che spiega cos’è questo virus, quali sono le regole da rispettare per evitare che si diffonda e di cosa non si deve avere paura. Attraverso un simpatico disegno di una bambolina in camice bianco, vengono spiegate cose difficili con un linguaggio semplice ma rigoroso.
In Puglia, in una scuola di Bisceglie. la maestra Giulia in classe ha usato la brochure di Laila per discutere con i piccoli alunni del coronavirus anche per cercare di tranquillizzarli:frutto di questo lavoro una favola a cura della piccola Aurora di sette anni. Un messaggio positivo in un momento difficile, quando i piccoli sanno essere più maturi di noi adulti.