Agli Angeli di San Giuliano di Puglia II

Oggi nell’anniversario della strage di San Giuliano di Puglia ripubblichiamo il nostro primo intervento ed aggiungiamo una peculiarità poco nota.

Gianvito Pugliese

Il 31 ottobre 2020 la Collega Cinzia Montedoro della nostra redazione pubblicò l’articolo che segue per esteso (oltre che un link per accedervi direttamente ). La Collega oggi, nella II ricorrenza del nostro ricordo, mi ha proposto di ripubblicarlo. Lo faccio molto volentieri trattandosi tra l’altro, come mi ha ricordato Cinzia, di una testimonianza in esclusiva di un’amica che vive a pochi passi da San Giuliano e dal luogo della tragedia immane. In chiusura aggiungo solo un pensiero a quel dramma che è divenuto un mirabile esempio di scuola di vera giustizia grazie al magistrato Nicola Magrone.

Cinzia Montedoro

I bimbi di San Giuliano volevano diventare grandi, in un mondo che, come disse il Presidente della Repubblica di allora  Carlo Azeglio Ciampi “non abbiamo saputo difenderli”.

Tra il 31 ottobre e il 2 novembre 2002 , diverse scosse di terremoto investirono il Molise e parte della Puglia. Il sisma ebbe il suo epicentro tra i comuni di Santa Croce di Magliano, S. Giuliano di Puglia e Larino, in provincia di Campobasso. Le lancette dell’orologio segnavano le 11:32, quando una forte scossa pari al 5,4 di magnitudo Richter (ottavo grado della scala Mercalli), scosse  il Molise.

E a San Giuliano avviene l’inferno.

“Racconta Annalisa- La notte prima, erano le 3.30 , il lettino di mia figlia Alessia andò a sbattere contro il mio letto, sobbalzai ! Accesi immediatamente la luce per capire che stesse succedendo, dopo essermi rincuorata che mia figlia stesse bene e non si fosse spaventata notati  dal soffitto una lieve oscillazione del lampadario, durò  tutto pochissimi attimi e poi finì. Il giorno dopo cercai di capire cosa fosse successo, i telegiornali spiegarono che tra l’1:25 e le 3:27 c’erano state delle piccole scosse, la più forte aveva avuto una magnitudo di 3.5, abbastanza alta ma non così tanto da causare allarme nella popolazione.

Il giorno dopo, come nella nostra piena quotidianità, mio marito andò a lavoro ed io, mia madre e mia figlia iniziammo a svolgere le solite faccende, ricordo che ci spostammo in un paese vicino, Rotello, dove dovevamo incontrare un parente; appena arrivate mia figlia iniziò a giocare con il cagnolino lo stesso che ad un certo punto si sdraiò a terra e non si mosse, era impietrito!  In quel preciso momento la casa iniziò a “ballare” con moti sussulterei, i pavimenti si muovevano, noi rimanemmo bloccate dallo spavento  come statue di marmo.

Dopo pochi secondi di turbamento scendemmo le scale, con un braccio reggevo mia madre, con l’altro avevo in braccio mia figlia piccola, siamo uscite di casa con il cuore in gola, in quel momento non ebbi la concezione di ciò che stava avvenendo, tanta era la paura! Per strada con noi c’erano  altre persone ci chiedevamo: “ Tu l’hai sentito?” e in quel momento mi chiamo  mio marito che voleva sapere come stavamo e mi spiego che un suo collega era dovuto scappare  a San Giuliano. LA SCUOLA ERA VENUTA GIU’!

Tornammo terrorizzate a Santa Croce, il paese in cui vivo, poco distante da San Giuliano, non andammo immediatamente  a casa ci fermammo nella piazza principale e da lontano vedemmo una nuvola bianca era  fumo, polvere… temevo il peggio. Poco dopo le notizie iniziarono a sopraggiungere ed erano nefaste.  Nel frattempo con la paura nel cuore decisi di andare a casa mia per sincerarmi della sua condizione come apri il portone vidi tanti danni, ma aldilà di quello, il mio cuore e il mio pensiero non erano li, ma a ciò che avevo visto da lontano a San  Giuliano…mano mano arrivavano le notizie e al campo sportivo del paese sopraggiunsero militari, elicotteri, sembrava una guerra invisibile. Pensavo ai bambini, ai genitori  e speravo nel bene mentre mi dilaniavo dalla paura di ciò che era successo.

Nel pomeriggio risalimmo in casa per prendere le nostre cose, ci fu una seconda scossa io ero tra le scale e vidi la palazzina di fronte a casa mia muoversi, come se si spostasse, ondulava …mi sedetti sulla scale impaurita e ormai sconfortata, dopo pochi secondi la scossa finì. Dormimmo in macchina quella notte, la paura era tanta e le brutte notizie sulla sorte di tutte le persone coinvolte nel terremoto ci faceva disperare , il mio pensiero era ai bambini, ai loro genitori…

Gli animi, nonostante siano passati tanti anni sono ancora scossi! Ricordo che in quei momenti continuavo a guardare mia figlia e sentivo tutta la disperazione dei tanti genitori che avevano perso i loro bambini”.

Nelle immagini video che seguono, girate dal Signor Gianluigi Trasmundi con la partecipazione di suo figlio Flavio, che ringraziamo davvero di cuore, il piazzale dov’era l’istituto Francesco Jovine, la scuola elementare di San Giuliano di Puglia che crollò; 57 tra alunni, maestre e bidelli rimasero intrappolati sotto le rovine dell’edificio. Morirono 27 bambini e una maestra.

Il piazzale dov’era l’istituto Francesco Jovine

Un’intera generazione è venuta a mancare diciotto anni fa, ma oggi con il cuore pieno di speranza per il futuro, gli allora bambini sopravvissuti al terremoto ci raccontano da adulti che non si può, non si deve mai dimenticare!

Lo sanno bene : Veronica D’ascenzo, lei rimase intrappolata per otto ore sotto le macerie della sua scuola elementare Jovine a San Giuliano di Puglia, letteralmente collassata dopo le scosse di terremoto. Oggi la sua missione è insegnare ai bambini e testimoniare l’importanza della sicurezza nelle scuole. Il diritto per ogni bambini ad avere una scuola sicura.

Pia Antonietta Antignani, sopravvissuta al crollo della sua scuola durante il terremoto oggi può sorridere orgogliosa della sua laurea in “Geologia e Geologia Tecnica” con 110 e lode.

Pompeo Barbieri, si è laureato all’Università di Ancona in Ingegneria informatica. Estratto vivo dalle macerie della scuola di San Giuliano di Puglia ora è su una sedia a rotelle. Campione italiano di nuoto paralimpico nei 50 e 100 metri stile libero. E’ uno dei 32 eroi della quotidianità che anche quest’anno il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto premiare come esempio significativo di impegno civile con il conferimento dell’onorificenza al Merito della Repubblica italiana ha fondato l’associazione di volontariato ‘Pietre vive’.   

La Redazione de lavocenews.it ringrazia la Signora Annalisa Montrone e sua figlia Alessia Mascia, il Signor Gianluigi Trasmundi e suo figlio Flavio. Con il cuore siamo vicini a tutti coloro che hanno vissuto questa tragedia, il nostro lavoro è quello di informare e lo faremo sempre con tatto e sensibilità.

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L’immane tragedia della morte orrenda di 27 piccoli alunni e della loro Maestra, schiacciati sotto le macerie di un solaio che non ha retto alla scossa sismica ha un importante corollario, certo non equiparabile al dramma accaduto, ma non per questo secondario.

Procuratore capo della Repubblica competente per territorio era il giudice Nicola Magrone. Magrone, legatissimo a don Tonino Bello e viceversa, non era nuovo a provvedimenti di un coraggio leonino e a non farsi impressionare e condizionare dal potere. Avviò quindi le indagini su quella sciagura ed individuò nel Ministero competente, nonché in taluni Enti locali, coloro che avrebbero dovuto mettere in sicurezza la struttura, identificandoli. a partire dai vertici, come responsabili di quella strage immane.

Mai nessuno prima si era sognato di chiedere il rinvio a giudizio per personaggi di tale livello in casi analoghi. Ma Nicola non era nuovo a comportamenti anomali, che ponevano avanti a tutto la giustizia vera per le vittime ed i loro familiari Cito, fra gli infiniti altri, solo i casi Palmina Martinelli ed i Tamil del traghetto “Europa II“, forse perché su questi ho indagato, con l’aiuto di Nicola, e scritto.

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