Addio Andreina Cerruti

Andreina Cerruti con il fratello Francesco Federico sono stati tra i più grandi collezionisti e mecenati d’arte italiani….qui in una foto datata 1957.

Maria Catalano Fiore

E’ scomparsa il 18 gennaio u.s. il giorno prima del suo 99esimo compleanno Andreina Cerruti, sorella di Francesco Federico, imprenditore e collezionista d’Arte, la cui collezione ha dato vita, nel 2019, alla omonima Casa Museo, poco distante dal Castello di Rivoli a Torino.

Casa Cerruti, ora Fondazione Arte Cerruti

A darne la notizia proprio gli addetti stampa della Fondazione sottolineando come Andreina “oltre che imprenditrice con il fratello Francesco Federico condivise per tutta la vita un grande amore per la bellezza e per l’arte, proseguendo il suo impegno culturale attraverso l’assunzione nel 2015 della Presidenza della Fondazione da lui istituita.

Nel 2019, con Andreina è stato inaugurato il Polo Museale “Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea- Collezione Cerruti”.

Nata a Torino nel 1923, dopo la maturità magistrale comincia a lavorare alla LIT (Legatoria Industriale Torinese) azienda di famiglia, che introduce tecniche di rilegatura innovative e diversificate dai libri d’Arte alle Guide telefoniche.

Come il fratello ha la passione per l’Arte e la loro collezione è, come spiegava Andreina Un racconto di vita, con gioie ed ombre, variegata negli stili ed artisti. La volontà di Francesco Federico e poi di Andreina è stata quella di volgere a beneficio della collettività questa Arte da loro collezionata.

La posizione (voluta) della loro casa torinese nei pressi del Castello di Rivoli è quella di contribuire al restauro del Castello per renderlo fruibile, un vero bellissimo Museo in cui le varie arti e culture convivono.

In effetti dal maggio 2019 si è attivato un fruttuoso dialogo tra la struttura di Rivoli, l’Arte Contemporanea e quella del Passato.

Una Sala del Castello con opera di Mario Merz “Fondamento del tempo – Sfondamento del tempo” del 1981

Il Castello, ricostruito sui resti di un Castello medioevale, nel 1600 da Carlo Emanuele I di Savoia, ma non portato a termine sino a che in epoca Barocca, venne terminato su progetto dell’architetto Filippo Juvarra per adibirlo a residenza per Vittorio Amedeo II di Savoia. In effetti non fu mai una loro vera residenza, fu fittato al comune e poi a guarnigioni militari.

Solo nel 1978 viene totalmente restaurato e poi, nel 1984 aperto al pubblico come “Museo d’Arte Contemporanea Catello di Rivoli” che dispone di 38 sale dove si organizzano periodicamente importantissimi eventi e mostre.

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